Il Veneto corregge la legge nazionale, nella lista dei disoccupati anche gli ultra63enni

Scopo dell’operazione era depurare le liste dai nominativi di chi non cercava più lavoro da tempo e non era più interessato ad eventuali proposte di riqualificazione e accompagnamento. Si potrà recuperare solo quelle persone i cui requisiti porterebbero al pensionamento

Il Veneto ‘corregge’ la legislazione nazionale e riammette nelle liste dei disoccupati gli ultra63enni che abbiano maturato i requisiti per richiedere l’Ape ‘sociale’, cioè il sussidio sperimentale introdotto per accompagnare chi non ha un lavoro al raggiungimento della pensione di vecchiaia. Il provvedimento, proposto dall’assessore regionale al lavoro, è stato approvato dalla Giunta in tempo utile perché coloro che hanno presentato domanda all’Inps per ricevere l’assegno dell’Ape sociale possano presentare ricorso contro l’eventuale rigetto.

COSA CAMBIA

Solo successivamente all’entrata in vigore all’Ape sociale, il governo e l’Inps avevano chiarito, che per accedere all’anticipo pensionistico sperimentale, in vigore per il 2017 e 2018, bisognava non solo aver raggiunto i 63 anni di età e i 30 anni di contributo, ma anche risultare in stato di disoccupazione. I numeri dei disoccupati, in effetti, rilevati dalle liste dei Centri per l’Impiego, non erano mai accertati rispetto ai requisiti dei diversi stati di disoccupazione, creando così in tutta Italia interminabili elenchi composte da ogni tipo di persona non occupata (giovani, vecchi disoccupati, di lunga durata, con requisiti sociali…). La Regione Veneto all’inizio del 2017, con propria iniziativa, aveva coinvolto i Centri per l’Impiego in una operazione una ‘pulizia’ delle liste, cancellando dalle liste di disoccupazione 185 mila persone che al 6 maggio 2017 risultavano disoccupate da oltre tre anni, con un patto di servizio sottoscritto da più di 24 mesi, e che non avevano effettuato alcuna ricerca di lavoro. Scopo dell’operazione era depurare le liste dai nominativi di chi non cercava più lavoro da tempo e non era più interessato ad eventuali proposte di riqualificazione e accompagnamento, al fine di decongestionare i Centri per l’impiego a fronte dei nuovi compiti assegnati loro dalle politiche attive per il lavoro e dalle scelte di governo della Regione del Veneto che, a seguito della riforma delle Province (legge Delrio) ha deciso di avocare a sé la competenza. Con la nuova delibera sull’Ape sociale la Regione Veneto interviene per recuperare solo quelle persone i cui requisiti porterebbero al pensionamento. L’intervento della  Regione Veneto ha ‘corretto’ una dimenticanza della legislazione nazionale (il decreto legislativo 150/2015). Così ora quanti avevano presentato domanda dell’anticipo pensionistico ‘sociale’ possono reiscriversi alle liste di disoccupazione presso i Centri per l’impiego, in modo da possedere tutti e tre i requisiti necessari (essere disoccupati, 63 anni di età e 30 anni di contributi) per accedere alla misura di accompagnamento alla pensione.

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