Vittima dei bulli per un annuncio online: offeso e picchiato, non cede ma nessuno lo aiuta

Pomeriggio da dimenticare per un 17enne attirato in una trappola dal branco. Volevano farsi consegnare delle cuffie accusandolo di averle rubate, ma lui è riuscito a farli denunciare

Accerchiato, intimidito e picchiato in uno dei parchi più noti della città, tutto per un paio di cuffie. Sono le pesantissime accuse che un adolescente rivolge a tre ragazzi poco più grandi. E i riscontri delle indagini gli danno ragione.

Il tranello dei bulli

Per ora se la sono cavata con una denuncia tre bulli di 19 e 20 anni colpevoli, secondo la vittima e i carabinieri, di violenza privata, percosse e minacce. A puntare il dito contro di loro è un 17enne che si ha vissuto un pomeriggio di terrore. É il 19 dicembre, il minorenne arriva ai giardini dell'Arena. Deve incontrare un 19enne italiano per vendergli un paio di cuffie da 250 euro. Non si conoscono di persona: il maggiore ha risposto a un annuncio di vendita online pubblicato dal più piccolo. Quel che il giovane venditore non sa è che è una trappola: l'acquirente si presenta con due amici moldavi, per quelle cuffie non vogliono pagare un centesimo.

L'aggressione e le bugie

Vogliono prenderle con la forza, in altre parole, rubarle. E pensano di aver trovato la preda ideale. Tre contro uno accerchiano il ragazzino, l'italiano gli spiega che quelle cuffie appartengono a un suo fantomatico fratello, a cui sarebbero state rubate qualche mese prima. I tre bulli accusano il minorenne di essere un ladro, cercano di convincerlo a riconsegnarle. É tutta una scusa e il 17enne non cede: rimedia qualche spintone, lo prendono a pugni e schiaffi ma lui non molla il bottino. Nessuno interviene per aiutarlo, ma i bulli capiscono che non l'avranno vinta e scappano.

Le ricerche

Malconcio e terrorizzato, il 17enne sporge querela ai carabinieri. Racconta dell'incontro, descrive i tre aggressori, fornisce il profilo con cui il 19enne italiano lo aveva contattato via internet. Le ricerche durano un mese, poi arrivano le prime conferme. Gli inquirenti individuano i possibili responsabili: sono tre amici di lunga data, vivono tutti in città. S.L.A.M. è italiano e ha 19 anni, il coetaneo C.D. e il 18enne C.I. hanno origini moldave. Le descrizioni corrispondono e mercoledì ai tre viene notificata la denuncia in concorso.

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