Il comandante generale Nistri in visita a Padova: encomio solenne per quattro militari

Il comandante generale dell'Arma ha visitato venerdì il comando interregionale “Vittorio Veneto” per gli auguri natalizi e di fine anno alla presenza delle autorità militari

L'accoglienza del generale Nistri al suo arrivo a Padova

Visita ufficiale venerdì mattina nella sede padovana del comando interregionale "Vittorio Veneto" dove è stato accolto il generale di corpo d'armata Giovanni Nistri.

I protagonisti

L'alta carica è stata accolta dal comandante interregionale generale Enzo Bernardini, alla presenza delle rappresentanze delle legioni carabinieri “Veneto”, “Emilia Romagna”, “Friuli Venezia Giulia” e “Trentino Alto Adige”, dei forestali “Veneto” ed “Emilia Romagna”, nonché dei soci dell’Anc e dell’Anfor insieme agli orfani assistiti dall’Onaomac, alle vedove dei militari caduti e ai carabinieri in congedo.

I riconoscimenti

Con lo scambio di auguri per le festività natalizie e il nuovo anno, Nistri si è congratulato con tutto il personale per l'impegno quotidiano nel proteggere i cittadini e la loro sicurezza in tutto il Nordest. Particolarmente sentito è stato il momento della consegna degli encomi solenni consegnati a quattro militari. Si tratta di Luca Gobbi e Michele Milanese della stazione di Piacenza d'Adige e Orazio Del Grosso e Michele Abbattista di quella di Monselice, che si sono distinti per i loro atti eroici in due situazioni di grande pericolo.

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Gli encomi solenni

L'appuntato scelto Gobbi e il carabiniere Milanese il 14 marzo scorso si sono gettati all'interno di un'abitazione satura di monossido di carbonio strappando alla morte una donna e il figlio. In quella casa aveva trovato la morte il capofamiglia, ma l'intervento dei due militari aveva di fatto salvato la vita alle altre due vittime, estratte ormai esanimi a causa dell'intossicazione, a cui avevano praticato le manovre salva vita. A Monselice invece l'appuntato scelto Del Grosso e il carabiniere Abbattista avevano salvato il 6 giugno una donna rimasta intrappolata in un appartamento avvolto dalle fiamme. L'avevano raggiunta e liberata con una scala a pioli trasportandola all'esterno, sfidando il fuoco. «Con eccezionale senso di abnegazione e generoso altruismo non esitavano a intervenire» si legge nelle motivazioni degli encomi «Chiaro esempio di elette virtù civiche e non comune senso del dovere».

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