Lo studio: il vuoto non esiste, lo spazio è pieno di particelle che appaiono e scompaiono

Quella che negli anni '30 era una teoria è diventata un enunciato attraverso una ricerca condotta da un'equipe internazionale con la partecipazione dell'Università di Padova

Il vuoto è, per assurdo, uno spazio pieno reso tale, grazie ai campi magnetici, da particelle virtuali che appaiono e scompaiono in continuazione, una "magia" resa possibile dalla teoria quantistica dell'elettrodinamica. Quella che negli anni '30 era una teoria è diventata un enunciato attraverso una ricerca che dimostra come in presenza di un campo magnetico molto intenso questo può modificare le proprietà della luce che attraversa il vuoto stesso, influenzandone la polarizzazione.

UNO STUDIO ANCHE PADOVANO. Lo studio, condotto da un'equipe internazionale con la partecipazione dell'Università di Padova, e pubblicato sulla rivista "Monthly Notices of the Ras", dimostra che la luce che si propaga nel vuoto in presenza di un forte campo magnetico subisce un effetto quantistico noto come birifrangenza del vuoto, teorizzato negli anni '30 e mai dimostrato sperimentalmente. Questo è stato possibile misurando con il Very large telescope (Vlt) la polarizzazione della luce emessa da una stella di neutroni fortemente magnetizzata. 

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