Attivista del centro sociale Pedro condannato per calunnia a 2 anni e 1 mese di reclusione

Zeno Rocca era stato accusato di essersi inventato il pestaggio della polizia che aveva denunciato nel 2014. Dal gennaio del 2015 ha un foglio di via da Padova per 3 anni

Due anni di reclusione e la condanna per il reato di calunnia. Si è inventato tutto Zeno Rocca, attivista del centro sociale Pedro, che nel 2014 aveva accusato gli agenti del reparto mobile e di una volante di averlo pestato. Immaginaria anche la frattura alla costola.

MALTRATTAMENTI FASULLI. I fatti risalgono al marzo del 2014, quando Rocca aveva sporto denunciato i presunti maltrattamenti subiti nella cella di detenzione all’interno della questura. Nel settembre del 2014 era stato accusato di calunnia: nessun pestaggio della polizia. A supporto della tesi, alcuni video che lo ritraevano intanto a fare attività fisica dietro le sbarre e le telecamere che avevano mostrato tutt’altro scenario rispetto a quello descritto dall’attivista del centro sociale. Gli agenti lo avevano fermato alla fermata del Tram Tito Livio, quando Rocca era andato in escandescenza, obbligando la polizia ad arrestarlo, versione che Rocca non aveva mai accettato, dicendo di essere stato fermato e insultato.

LA SENTENZA. Giovedì mattina è arrivata la sentenza del giudice: condanna a 2 anni e 1 mese per calunnia, mentre nessun capo d’accusa per la resistenza a pubblico ufficiale. Adesso i giudici cercheranno di capire se l’attivista del centro sociale ha ancora qualche residuo di condizionale o se dovrà finire in carcere. Zeno Rocca non può più mettere piede a Padova: nel gennaio del 2015 il questore gli ha dato un foglio di via della durata di 3 anni.

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