No al Ceta, Luca Zaia e i sindaci padovani a Roma per protestare contro l'accordo

Il governatore del Veneto, insieme a Coldiretti e agli amministratori locali hanno manifestato mercoledì mattina sotto Montecitorio contro il trattato di libero scambio con il Canada

La manifestazione a Roma di Coldiretti

Decine di agricoltori padovani si sono diretti a Roma mercoledì mattina insieme ai colleghi arrivati da tutta Italia per dire no al Ceta, il trattato di libero scambio tra Unione Europea e Canada che minaccerebbe le tipicità del made in Italy.

I SINDACI. Insieme ai lavoratori davanti a Montecitorio anche i sindaci padovani con la fascia tricolore a conferma del sostegno per l’iniziativa di Coldiretti a difesa del legame dei prodotti agricoli di qualità col territorio. Tra gli altri c’erano gli amministratori dei comuni di Trebaseleghe, Boara Pisani, Urbana, Cinto e Saletto accompagnati dal presidente di Coldiretti Padova Federico Miotto. Molti altri comuni del territorio stanno per approvare l’ordine del giorno di Coldiretti per dire di no al Ceta. “Non possiamo rimanere indifferenti di fronte ad un trattato internazionale che per la prima volta legittima la pirateria alimentare a danno dei prodotti made in italy più prestigiosi e che meglio rappresentano il nostro settore primario, con ricadute negative dell’ordine di centinaia di milioni di euro“, afferma Federico Miotto. “Il trattato infatti non tutela la varietà del nostro patrimonio agroalimentare, anzi dà esplicitamente il via libera alle imitazioni che sfruttano i nomi delle tipicità nazionali e locali. L’agricoltura padovana è fortemente minacciata da questa pericolosa deregulation un po’ in tutti i settori”.

CESTO DEGLI ORRORI. Per denunciare il fattaccio è stato esibito per la prima volta su un banco della Coldiretti il “cesto degli orrori” con formaggi e salumi realizzati già in Canada e che il paese nordamericano sarà autorizzato a produrre e vendere ai consumatori di tutto il mondo. Nel cesto tra i vari prodotti ci sono oltre l’Asiago, Romano, Montasio, pecorino friulano, romanello, scamorze, Crotonese, Fontina, provoloncino friulano salami, cacciatore salami, veneto salami, mortadella Italia salami, prosciuttino Italia salami, soppressata salami Italia, Siciliano italian style salami, Toscano italian style salami, Napoli italian style salami e San Daniele prosciutto tutti rigorosamente prodotti in Canada.

ZAIA SOSTIENE LA PROTESTA. Sul palco a Roma anche il Presidente del Veneto Luca Zaia. “La Regione Veneto è ufficialmente contraria al trattato di libero scambio con il Canada: i nostri produttori non vogliono questo accordo- spiega il governatore- questa sembra la storia della banda Bassotti, tornano sempre loro. I fautori dell’accordo Ue-Canada sono quelli che in Europa hanno fatto le battaglie per far sì i fondi comunitari non vengano dati agli agricoltori veri, ma a coloro che non vivono di agricoltura. Sono gli stessi che al tavolo delle trattative sostenevano che gli Ogm  sarebbero stati la salvezza dell’agricoltura. Noi invece, diciamo no agli ogm, così come diciamo no all’accordo Ceta, che nega l’identità produttiva delle nostre regioni. Se in Europa hanno votato sì a questo trattato, l’Italia non può e non deve ratificarlo. Un paese che vanta 4.500 prodotti tipici, deve lanciare questa sfida al governo nazionale e imporgli di non firmare”.

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