San Pietro in Gu dice no al Ceta, mercoledì i sindaci padovani a Montecitorio in corteo

Nell'Alta il primo comune a firmare la delibera che tutela dall'agropirateria. I primi cittadini e gli agricoltori manifesteranno in parlamento

San Pietro in Gu è il primo comune a firmare la delibera che accoglie l’ordine del giorno proposto da coldiretti per contrastare l’imitazione legalizzata delle nostre migliori eccellenze agroalimentari attraverso l’accordo di libero scambio con il Canada.

NO ALLE IMITAZIONI. “Il sindaco Gabriella Bassi, alla quale va il nostro ringraziamento - afferma Federico Miotto, presidente di Coldiretti Padova - è tra i primi amministratori padovani a dire un chiaro no al trattato che per la prima volta nella storia dell’Unione accorda a livello internazionale esplicitamente il via libera alle imitazioni dei prodotti italiani più tipici e spalanca le porte all’invasione di grano duro oltre a ingenti quantitativi di carne a dazio zero. La nostra proposta di delibera è già stata approvata anche dai comuni di Cittadella, Rovolon e Urbana mentre in questi giorni diversi altri sindaci padovani porteranno in giunta o in consiglio comunale il nostro ordine del giorno per tutelare i prodotti del territorio che il trattato mette a rischio. Mercoledì 5 luglio, diversi sindaci padovani saranno con noi a Roma, con la fascia tricolore, davanti a Palazzo Montecitorio, per far sentire ai parlamentari il nostro no ad un accordo che mette a rischio l’identità dell’agricoltura”.

L'ALLEANZA. L’iniziativa di Coldiretti è sostenuta da un'inedita e importante alleanza con altre organizzazioni (cgil, arci, adusbef, movimento consumatori, legambiente, greenpeace, slow food international, federconsumatori, acli terra e fair watch) che si sono date appuntamento davanti al Parlamento dove è in corso la discussione per la ratifica dell’accordo. “Nell’elenco dei prodotti veneti riconosciuti dal protocollo e quindi tutelati da possibile contraffazione ci sono appena 11 denominazioni d’origine protetta e di indicazione geografica veneta sulle 36 totali. Ad esempio – spiega Giovanni Roncalli, direttore di Coldiretti Padova – solo il radicchio rosso di Treviso potrà fregiarsi dell’autorizzazione d’autenticità, mentre qualsiasi cicoria potrà essere spacciata per il variegato di Castelfranco o per quello di Chioggia e Verona e persino come insalata di Lusia. Non viene tutelato neppure il Prosciutto Veneto Berico - Euganeo, con i nostri produttori di Montagnana e dintorni, così come non vi è riconoscimento per gli asparagi, prodotti in grande quantità proprio nella nostra provincia. Per i formaggi salvi il Grana Padano e l’Asiago mentre sarà esposto ad imitazioni il Montasio”

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