L'Ascom plaude all'iniziativa del presidente della provincia per un confronto sul problema inquinamento

Il presidente Patrizio Bertin, saluta il park all'ex caserma Prandina quasi fosse un amico: "Tale è stato - conferma - per il commercio cittadino di queste festività"

Il presidente dell'Ascom Confcommercio di Padova, Patrizio Bertin, saluta il park all'ex caserma Prandina quasi fosse un amico ("e tale è stato - conferma - per il commercio cittadino di queste festività") e spera, come ha già detto nei giorni scorsi, che la destinazione a parcheggio possa diventare definitiva rappresentando così una scelta strategica per il turismo ed il commercio di Padova.

L'approccio al problema

«Purtroppo noto come l'approccio al problema - spiega - abbia due modalità completamente diverse: da un lato ci sono quelli, come noi ma, soprattutto, in queste ore, come il presidente della Provincia, Fabio Bui, che chiedono di potersi sedere ad un tavolo e discutere del futuro "ambientale" della città e c'è chi, come Legambiente, nega anche l'evidenza». E l'evidenza, secondo Bertin, sta nell'assoluta chiusura di Legambiente a qualsiasi intervento che non vada nella direzione della criminalizzazione delle auto. «Il presidente Bui - mette in risalto il numero uno dell'Ascom - ha riconosciuto che i provvedimenti tampone, sul tipo dei paventati e poi derubricati blocchi in occasione del Natale e dell'avvio dei saldi, non risolvono il problema e si è detto disponibile ad avviare un confronto che possa portare a soluzioni durature e condivise. Noi, a questo tipo di approccio al problema siamo senz'altro favorevoli, mentre stigmatizziamo l'atteggiamento di chi vede nelle auto il "nemico", anche se il "nemico" sta diventando sempre meno tale visto che sta diventando sempre più ibrido ed elettrico»

Guerra ideologica

Dunque secondo l'Ascom la guerra dichiarata alle quattro ruote è più ideologica che oggettiva perchè è chiaro che gli acquisti, nei centri cittadini, ben difficilmente si possono fare usufruendo del mezzo pubblico e della bicicletta. Io credo - continua Bertin - che nel ragionamento del presidente Bui intervengano anche altri fattori quali, ad esempio, l'impegno a non desertificare i centri urbani e a favorire l'arrivo dei turisti. Le località dolomitiche, in questo senso, ci dicono che una rete di parcheggi a ridosso del centro o "in centro", sono indispensabili alla vita sociale e all'economia di quei territori che, notoriamente, hanno un occhio di riguardo per l'ambiente ma hanno da tempo capito che non si possono far parcheggiare i turisti a due chilometri di distanza perchè questi preferirebbero altre destinazioni». Il che, rapportato al nostro territorio, significa favorire i centri commerciali e instradare i centri urbani verso il degrado da "serrande abbassate". Ben venga dunque l'iniziativa di Bui se potrà riunire attorno ad un tavolo tutte le componenti della realtà provinciale padovana, «purchè - precisa Bertin - a quel tavolo ognuno arrivi, giustamente, con le proprie idee ma anche con la disponibilità a trovare soluzioni di compromesso. In questo senso la ex Prandina potrebbe essere un buon banco di prova per far convivere il parcheggio con la destinazione degli immobili a sede per associazioni»

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