Ascom Confcommercio dal sindaco di Limena: «Sostenga lo sforzo degli operai»

Il 64% delle imprese ed il 64% degli addetti (fonte Infocamere) appartengono al comparto terziario e classificano Limena al settimo posto tra i 102 comuni della provincia.

Che Limena sia un comune manifatturiero è convinzione smentita dai numeri. Infatti ben il 64% delle imprese ed il 64% degli addetti (fonte Infocamere) appartengono al comparto terziario e classificano Limena al settimo posto tra i 102 comuni della provincia. Sono partiti da questa non evidente oggettività i rappresentanti dell’Ascom Confcommercio che nell’incontrare, in municipio a Limena, il sindaco Stefano Tonazzo, hanno avviato con la nuova amministrazione un percorso di collaborazione che, come ha sottolineato il vicepresidente Ilario Sattin, presenta tutti i presupposti per sfociare in un “ragionamento” da sviluppare anche con l’intervento dell’Università con la quale, peraltro, l’Ascom ha in essere diverse collaborazioni in altrettanti comuni della provincia.

L'incontro

Accompagnato dal presidente mandamentale, Walter Zoccarato e dal direttore generale, Otello Vendramin, Sattin non ha mancato di ripercorrere quelli che, già in sede di campagna elettorale, erano stati i suggerimenti (e le richieste) formulati ai candidati sindaco dalla maggiore organizzazione categoriale in ambito provinciale. «Al primo cittadino, col quale ci siamo trovati in piena sintonia – ha detto Sattin – abbiamo chiesto di sostenere lo sforzo degli operatori economici teso a valorizzare una realtà del tutto particolare, dove non è facile individuare un centro vero e proprio e dove, dopo l’apertura della tangenziale, molte cose sono cambiate, non ultime le proposte commerciali che nonostante l’impegno degli operatori soffrono anche per problemi squisitamente logistici».

Il gap da sanare

Teatro di forti tensioni all’epoca dell’ipotizzato mega centro commerciale, Limena è oggi una realtà che, proprio per la sua forte connotazione terziaria, deve poter superare il “gap” che deriva da una configurazione urbanistica che vede la zona industriale anticipare la zona residenziale. «In questo senso – ha aggiunto il direttore generale, Vendramin – abbiamo chiesto al sindaco di valutare la possibilità, agendo sulla leva della fiscalità locale, di incentivare da un lato giovani e donne che intendono sviluppare un’attività e, dall’altro, permettere il reinserimento di attività in negozi sfitti o andare in aiuto a chi intende migliorare estetica e funzionalità del proprio punto vendita». Obiettivi certamente condivisibili a giudizio del sindaco Tonazzo che si è detto convinto della necessità, più ancora che dell’opportunità, di proseguire nell’azione di confronto.

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