Tassa sui rifiuti: nella provincia pagano di più ortofrutta, pescherie, ristoranti e birrerie

Il Veneto si colloca tra le 5 regioni ben al di sopra del livello di sufficienza. Ciononostante, la tassa continua a rappresentare un peso consistente per le imprese

Quelli che pagano di più la Tassa sui rifiuti e che dunque fanno fatica a trovare le positività, sono sempre i negozi di ortofrutta, piante e fiori, pizzerie (anche al taglio), pescherie, ristoranti, pub e birrerie, ma complessivamente dai dati raccolti dall’Osservatorio Tasse Locali di Confcommercio e diffusi oggi il Veneto e Padova confermano livelli superiori di efficienza alla media nazionale. Addirittura il Veneto si colloca tra le 5 regioni (le altre sono l’Emilia Romagna, la Lombardia, le Marche ed il Piemonte) ben al di sopra del livello di sufficienza.
Ciononostante, la tassa continua a rappresentare un peso consistente per le imprese. 

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I dati del Veneto

Dall’elaborazione dei dati di OpenCivitas (sito promosso dal Dipartimento delle Finanze e dalla SOSE per determinare i fabbisogni standard delle amministrazioni locali) la gran parte dei Comuni capoluogo di provincia continua a registrare una spesa superiore rispetto ai propri fabbisogni e anche il nostro territorio conferma il trend, anche se in misura decisamente minore. Padova, in questo senso, non è poi così male: solo il 3% lo scostamento tra la Tari pagata nel 2018 ed il fabbisogno standard. Va meglio Vicenza che è addirittura sotto il fabbisogno standard (-6%) e vanno meglio anche Belluno (che ha uno scostamento solo dell’1%) e Rovigo (2%). Peggio Verona (5%) e decisamente fuori standard Venezia che registra uno scostamento di ben il 67%. «I costi per la tassa rifiuti (peraltro in aumento) sono sempre un capitolo importante del bilancio delle nostre imprese – commenta il presidente dell’Ascom Confcommercio di Padova, Patrizio Bertin – ed esistono sicuramente margini per migliorare. Va detto comunque che nel confronto tariffario relativo alle 12 categorie prese in esame da Confcommercio, Padova, rispetto alle altre province venete, solo in due risulta superiore alla media nazionale. Si tratta delle categorie alle quali si è fatto riferimento all’inizio e che, proprio perché “contribuenti nette” del servizio, non disdegnerebbero un abbassamento del livello di tassazione. In ogni caso – conclude Bertin – ritengo sia giusto il principio che vuole che chi inquina sia anche chiamato a pagare. Facendo attenzione a non penalizzare attività che hanno sì rifiuti consistenti, ma in massima parte compostabili».

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