Padova al ballottaggio, la proposta di Confapi: "Si pensi ad un assessorato all'industria"

L'associazione delle piccole e medie imprese della provincia lancia un appello al futuro sindaco

Carlo Valerio, presidente Confapi

Un assessorato all’industria. Non c’era e invece serve. Oggi più che mai. In vista del ballottaggio del prossimo 25 giugno, che coinvolgerà Massimo Bitonci e Sergio Giordani, Confapi Padova lancia un appello al futuro primo cittadino.

L'APPELLO. "Nella passata giunta la delega alle attività produttive era nelle mani del sindaco, ma non esisteva un assessorato dedicato, più nello specifico, all’industria, mentre, per contro, c’era un assessorato al commercio. Questa città ha alle spalle una solida vocazione manifatturiera che negli ultimi anni è andata in parte dispersa e tra i compiti della nuova amministrazione dovrà esserci quello di creare le condizioni per darle slancio" sostiene Carlo Valerio, presidente dell’Associazione delle piccole e medie imprese del territorio.

LE RICHIESTE. "Serve un assessore in grado di favorire il rilancio del settore. In particolare, la riqualificazione delle aree urbane della zona industriale, specie nelle aree della Zip nord dove è più evidente la ridotta dotazione di parcheggi, di spazi verdi e pubblici, non è più procrastinabile. Le vie dell’area devono essere oggetto di intervento: sono necessarie infrastrutture e trasporti, perché oggi è scarsamente raggiunta dai mezzi pubblici è in alcune parti congestionata dal traffico".

GLI HUB. "Interporto e Maap già adesso si configurano come un hub dei servizi logistici e distributivi ma si può fare ancora molto per razionalizzare le risorse e rendere appetibile l’insediamento di aziende d’eccellenza italiane e straniere, facendo diventare la Zip anche il luogo della manifattura di qualità. L’assessorato dovrà inoltre porsi come una leva strategica in grado di sostenere la capacità competitiva delle Pmi padovane a livello di innovazione, attirando le nuove risorse europee".

LA CRISI. "Infine" prosegue Valerio, "cito un tema che ci sta molto a cuore, oggi indicato attraverso il termine reshoring. Una ricerca dell’osservatorio Uni-Club MoRe Back-Reshoring guidato dal professor Luciano Fratocchi dell’Università dell’Aquila ha mostrato come, in tutta Europa, dall’inizio della crisi siano stati 121 i casi di “ritorno a casa” di stabilimenti che erano stati delocalizzati".

IL FISCO. "Di questi, sono 45 le società del Triveneto che hanno riattivato gli interruttori degli impianti, dopo averli spenti anni fa preferendo le fabbriche low cost del Far East. È un fenomeno importante, perché parliamo di capitali che tornano a dar linfa all’economia del territorio e portano nuova occupazione, e occorre fare il possibile per incentivarlo, proprio creando le condizioni per riuscirci, tornando a rendere Padova attrattiva da questo punto di vista: servono infrastrutture e serve ridurre i carichi fiscali che, a tutti i livelli, pesano sul lavoro".

I DATI. "I numeri confermano che il settore manifatturiero si sta finalmente riprendendo. L’ultima indagine congiunturale sul settore, per la provincia di Padova, realizzata dalla Camera di commercio, attesta che nel 1° trimestre 2017 la produzione industriale segna una variazione positiva con un aumento del +2,3%, peraltro al di sotto del risultato per l’insieme Veneto, dove si registra un +4. E si conferma il trend positivo della produzione per il sesto trimestre consecutivo. Dati che non possono essere ignorati da chi avrà l’onere e l’onore di governare la città che fa da traino per tutta l’economia provinciale".

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