Misure anticrisi, la Camera di commercio stanzia 5 milioni per il credito alle imprese

La giunta camerale padovana ha approvato il 26 marzo un'azione di sostegno per favorire e facilitare l’accesso al credito delle micro, piccole e medie imprese sofferenti

(foto: archivio)

Finanziamenti accessibili subito e in modo semplificato per aiutare le piccole e medie imprese padovane a rialzare la testa dopo le drammatiche condizioni imposte dall'allerta sanitaria. É l'intento della Camera di commercio di Padova che il 26 marzo ha messo sul piatto 5 milioni di euro nella convinzione che l'accesso immediato al credito sia la prima necessaria soluzione per ridare ossigeno all'economia.

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Le manovre per l'accesso al credito

Due le attività principali che saranno portate avanti. Tre milioni saranno veicolati in supporto ai Confidi (organismi di garanzia fidi che verranno selezionati con un apposito bando) ai quali saranno destinati investimenti pluriennali in regime di cofinanziamento. Un milione andrà a finanziare le micro imprese e le Pmi (piccole e medie imprese) attraverso i prestiti su una piattaforma on line di “social lending”, che prevede l’individuazione di un programma gestionale in collaborazione con Infocamere. In tal modo la piattaforma informatica permetterà di valutare i requisiti di chi richiede il prestito semplificando i parametri imposti dal tradizionale sistema bancario. Infine un ulteriore milione di euro andrà a supportare un'altra misura urgente ancora in fase di elaborazione. «I prestiti alle Pmi attraverso il “social lending” saranno più rapidi anche dal punto di vista dei tempi di valutazione, approvazione ed erogazione dell’importo finanziato - spiega il presidente Antonio Santocono - Vogliamo essere immediatamente operativi per permettere alle nostre imprese di avere le carte in regola quando si potrà ripartire con le attività economiche. Non possiamo perdere altro tempo: lo chiedono gli imprenditori, lo chiede l’intera collettività. Questo modello d’intervento che garantisce la rapidità nella liquidazione della pratica è stato condiviso con le associazioni di categoria padovane, il cui supporto è stato decisivo per individuare elementi di sburocratizzazione fondamentali».

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