Centro commerciale in via Sarpi, Ascom: "Speculazione edilizia e danno sociale"

Il presidente dell'Ascom di Padova, Patrizio Bertin, denuncia: "Rischia di smantellare quel tessuto di negozi di vicinato di cui la città è tributaria per ciò che riguarda la sua vivibilità"

Patrizio Bertin

Il presidente dell’Ascom di Padova, Patrizio Bertin, registra con rammarico il via libera alla grande struttura di vendita di via Fra’ Paolo Sarpi e denuncia "il proliferare di un’estensione della superficie totale commerciale cittadina che non farà bene né a chi si insedia né a chi è già insediato ma, soprattutto, rischia di smantellare quel tessuto di negozi di vicinato di cui la città è tributaria per ciò che riguarda la sua vivibilità".

"DANNI SOCIALI". "Ancora una volta - continua Bertin - tra i 'plus' che vengono individuati per giustificare questa corsa verso un futuro che, nei fatti, è già passato, ci sono sempre i soldi che i Comuni incassano a beneficio delle loro disastrate casse. Anche in questo caso saranno 1,5 milioni di euro ai quali si sommerà l’Imu a venire, ma nel conto non vengono messi i danni 'sociali' che strutture di questo tipo determinano non solo nel quartiere di riferimento ma in un’area ben più vasta".

LA CRISI DELLE GRANDI STRUTTURE DI VENDITA. "Le grandi strutture di vendita - aggiunge il presidente dell’Ascom - sono già in crisi un po’ in tutto il mondo. Da noi, in Lombardia, è già tutto un chiudere perché altri hanno aperto e anche nel Veneto e a Padova, dove il fenomeno magari non è ancora così lampante, le prospettive sono di questo tipo. La chiusura di Mercatone Uno è un esempio, ma è bastata una settimana di apertura del nuovo outlet di Occhiobello per mandare in fibrillazione quello di Noventa di Piave che, peraltro, si oppone ferocemente all’apertura del già costruito outlet di Roncade".

LA TUTELA DEL SUOLO. "Purtroppo - continua Bertin - a poco valgono le affermazioni di principio (e anche le norme) che prevedrebbero prima di tutto la tutela del poco suolo ancora rimasto decementificato ma, in subordine, vorrebbero un recupero dell’esistente. Qui invece si costruisce a rotta di collo col risultato di creare ancora più danni ad un territorio che, idrogeologicamente parlando, qualche difficoltà la presenta".

I POSTI DI LAVORO. "Ovviamente - avverte Bertin - ci aspettiamo di sentire il calcolo dei nuovi posti di lavoro che, immancabilmente, verranno sbandierati come conquiste sociali a tutto tondo. In verità è noto che un posto di lavoro nel 'nuovo' ne distrugge quattro (tra titolari e dipendenti) nel commercio di vicinato. E questa, di sicuro, è una disfatta sociale".

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