Cia: l'entusiasmo vince sulla paura, è boom di richieste per le settimane verdi

Grazie al bonus baby sitting, un contributo fino a 1200 euro riconosciuto dall’Inps, un tipo di esperienza a costo zero per le famiglie, indipendentemente dal reddito

É boom di presenze alle settimane verdi organizzate dalle fattorie didattiche della provincia. Turni pieni, genitori soddisfatti, bambini entusiasti. «I più piccoli hanno bisogno di socialità dopo il prolungato lockdown», commenta Luca Trivellato, vicepresidente di Cia Padova. In molte attività della provincia non vi è addirittura più un posto libero. Merito della proposta – che è prima di tutto un momento di relazione e contatto con la natura – e del fatto che per coprire le spese è possibile utilizzare il bonus baby sitting per “centri estivi e servizi integrativi per l’infanzia”.

Il contributo

Cia Padova puntualizza che ogni nucleo, indipendentemente dal reddito, può vedersi riconosciuto dall’Inps un contributo fino a 1200 euro (tale stanziamento a fondo perduto, però, vale solo per le settimane verdi fino al 31 luglio). Ne hanno diritto, in particolare, i dipendenti del settore privato, gli iscritti in via esclusiva alla Gestione separata, gli autonomi iscritti all’Inps o alle casse professionali. Tale misura vale pure per i dipendenti del settore sanitario – pubblico o privato – quali medici, infermieri, tecnici di laboratori e di radiologia, operatori sociosanitari. Oltre che per il personale delle forze dell’ordine. 

Le agevolazioni

«Questo intervento finanziario – sottolinea Roberto Betto, presidente di Cia Padova – ci permette di offrire un servizio di altissima qualità. Nel concreto, le famiglie anticipano la quota; vengono rimborsate in un secondo momento previa presentazione dell’istanza sul portale dell’Inps». Il bonus baby sitting, continua, «è un aiuto in un contesto in cui si fanno ancora sentire gli effetti della quarantena». Tuttavia, «da qui in avanti occorre ragionare su misure strutturali, non a spot, a favore delle fattorie didattiche e sociali. Ad esempio, si potrebbe applicare la detrazione fiscale del 19%, come nel caso delle spese per le attività sportive svolte dai minori; o azzerare l’Iva, proprio per non gravare sulle famiglie stesse». «Le nostre attività – aggiunge – sono riconosciute dalla Regione Veneto e risultano inserite in un apposito registro, a garanzia della bontà dell’operato che portiamo avanti. Ci auguriamo che venga riconosciuto il valore didattico e formativo di queste esperienze che tanto bene stanno facendo ai ragazzini».

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Il rimborso

«Per sbrigare le pratiche finalizzate all’ottenimento del rimborso – puntualizza infine Massimo Lazzarin, direttore del patronato Inac Padova – Cia - basta rivolgersi ad uno dei patronati Inac-Cia presenti in tutta la provincia. Il servizio è completamente gratuito». Tutte le sedi dei patronati Inac sono elencate sul sito www.ciapd.it, al link “contatti”.

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