Emergenza cinghiali, Coldiretti Padova: «Servono Leggi Speciali al più presto»

Gli agricoltori invocano nuove normative per contenere e controllare la fauna selvatica, a partire dall’area del Parco Colli Euganei dove vivono migliaia di capi

Per i cinghiali e, più in generale, per il contenimento della fauna selvatica, servono “leggi speciali”. A chiedere nuovi strumenti normativi per far fronte ad un’emergenza ormai cronica sono gli agricoltori di Coldiretti Padova, da anni ormai alle prese con la conta dei danni alle aziende e attività agricoli, sui Colli Euganei come altrove, con pesanti conseguenze ambientali e anche per la sicurezza e l’incolumità pubblica. «Stiamo seguendo con interesse e attenzione il dibattito di questi giorni sul controllo della fauna selvatica – afferma Massimo Bressan, presidente di Coldiretti Padova – e siamo consapevoli che serve un cambio di passo anche a livello legislativo e normativo. Per far fronte ad un problema ormai così esteso ed per molti anni fuori controllo non sono sufficienti provvedimenti spot a livello locale ma è necessario avere strumenti utili da parte del governo, in modo da poter agire con maggiore efficacia. E’ positivo pertanto che la discussione sia approdata anche in Parlamento grazie ad una interrogazione presentata nei giorni scorsi, in cui è stato ricordato come i costi di questa emergenza continuino a gravare sulle spalle del mondo agricolo,invocando l’intervento del governo e chiedendo quali misure l’esecutivo intenda mettere in campo».

Situazione grave

Il mese scorso il Governo rispondendo ad una interrogazione alla Camera, riguardante il risarcimento dei danni al settore agricolo, dichiarava di aver notificato alla Commissione europea uno schema di decreto interministeriale che disciplina le modalità di concessione degli aiuti per le misure preventive e per gli indennizzi. Lo stesso Ministro delle Politiche Agricole, il 9 gennaio scorso, dichiarava la generica disponibilità ad «agire in maniera coordinata su tutto il territorio e impostare interventi di gestione che risultino efficaci a breve termine». Da qui prende spunto l’ultima interrogazione in cui si chiede pertanto quali siano i tempi di emanazione del provvedimento e quali sono i contenuti dell'annunciato schema di decreto interministeriale che andrebbe a disciplinare le modalità di concessione degli aiuti per le misure preventive e per gli indennizzi dei danni, ma anche di valutare l’opportunità di adottare misure urgenti, in accordo con le Regioni. A questo proposito il Ministero delle Politiche Agricole ha condiviso con gli assessori regionali un pacchetto di misure volte a rendere più incisivi gli strumenti di contrasto all'incremento delle popolazioni di cinghiali, a cui deve ora essere data concretezza attraverso una modifica della legge 157/92. È necessario infatti agire in maniera coordinata su tutto il territorio e impostare interventi di gestione che risultino efficaci a breve termine, ma soprattutto che consentano di stabilizzare la situazione nel lungo periodo. In questa direzione, ricordano dal Ministero, è stato istituito un gruppo di lavoro incaricato di formulare proposte per l'adeguamento del quadro normativo e sanzionatorio relativo ai danni da fauna selvatica. La presentazione della relazione conclusiva è prevista entro il 31 marzo prossimo.

La normativa

«Prendiamo atto di questo interesse – conclude il presidente di Coldiretti Padova – e dell’intenzione del governo di intervenire modificando la normativa in modo da rendere più agevoli ed efficaci gli interventi sul territorio. Ci auguriamo vi sia una particolare attenzione per le aree, come il nostro Parco dei Colli Euganei, nelle quali anche l’attività venatoria è sottoposta a particolari limitazioni, per cui è necessario un supplemento di attenzione per arrivare alla contromisura ideale. Da parte nostra confermiamo la disponibilità ad affrontare la questione cinghiali in tutte le sedi, a partite dal confronto attivo con la nuova governace del Parco Colli Euganei».

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