I commercialisti chiedono gli I.S.A. facoltativi per il primo anno: troppi i disagi

La proroga al 30 settembre è ritenuta insufficiente dal Consiglio Nazionale dei Commercialisti e dagli Ordini locali, che chiedono al governo che siano resi opzionali

Gli Indici Sintetici di Affidabilità, che sostituiscono i vecchi studi di settore per le imprese, invece che migliorare il rapporto Fisco e contribuente, stanno generando gravi difficoltà a tutti i commercialisti e di riflesso alle imprese.

Ritardi e malfunzionamenti

I modelli I.S.A., Indici Sintetici di Affidabilità del contribuente, sono gli eredi degli studi di settore e il loro primo anno di applicazione sta creando non poche difficoltà. La mobilitazione dei commercialisti, che da mesi segnalano moltissime anomalie e malfunzionamenti, a partire dai ritardi nella diffusione del software che serve a calcolarli, ha già ottenuto un primo risultato: la proroga dal 1° luglio al 30 settembre delle scadenze di versamento per i contribuenti che svolgono delle attività interessate dagli Isa. Ma la proroga è ritenuta insufficiente dal Consiglio Nazionale dei Commercialisti e dagli Ordini locali, che chiedono ufficialmente al governo che per il primo anno gli I.S.A. siano resi opzionali e non obbligatori. 

Chiarezza e importi certi

«Le imprese, soprattutto quelle micro e piccole - sottolinea Dante Carolo presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Padova - chiedono chiarezza e importi certi da versare per programmare i bilanci, i costi, gli eventuali investimenti. La semplificazione fiscale non si ottiene revisionando continuamente le procedure e i parametri senza i necessari periodi transitori di passaggio da un vecchio sistema ad un nuovo indicatore». Alla prima prova sul campo gli I.S.A. stanno generando problemi di innegabile rilevanza: sono numerosissime le segnalazioni di anomalie e malfunzionamenti pervenute dal territorio, indicative di una situazione di grave disagio in evidente contrasto con le disposizioni dello Statuto dei Diritti del Contribuente. «Gli I.S.A. sono un’evoluzione degli studi di settore la cui efficacia, che consiste nella costruzione di un nuovo rapporto tra fisco e contribuenti, potrà essere verificata solamente nel lungo periodo. - continua Carolo -  Per il momento sappiamo solo che, a causa dei ritardi nella diffusione dei software e per una serie di sostanziali problemi applicativi, stanno generando grandi difficoltà a tutti i commercialisti italiani ed alle imprese. Per questo ribadiamo con decisione la nostra richiesta di facoltatività per questo primo anno di applicazione degli I.S.A».

Il laborioso iter

Dal punto di  vista operativo sono 152 le versioni degli I.S.A. per le varie tipologie di attività, in cui vanno importati i dati precalcolati messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate, previa acquisizione da parte dei professionisti della delega del cliente. I dati ottenuti dall’Agenzia devono essere sottoposti ad un laborioso controllo perché riguardano, in taluni casi, valori relativi a 7 anni precedenti.   La compilazione dei modelli richiede una rielaborazione dei dati della contabilità e l’acquisizione di ulteriori elementi di natura extracontabile, attività, quest’ultima, che deve necessariamente avvenire con la collaborazione del contribuente. Ottenuti gli indici di affidabilità vanno analizzati, soprattutto gli indici di anomalia, per capirne l’origine: può trattarsi anche di un errore di compilazione, oppure di dati inesatti importati. Stabiliti gli I.S.A. occorre  analizzare i conseguenti adeguamenti dei ricavi/compensi, per migliorare il punteggio di affidabilità fiscale ottenuto, illustrare al cliente i risultati e le opzioni possibili per poi stabilire se sia necessario l’eventuale versamento integrativo delle imposte. «Invece che costruire una migliore collaborazione tra Fisco e contribuente - conclude Carolo - gli I.S.A. stanno ottenendo l’effetto opposto, perché non è possibile che il comportamento fiscale delle imprese del nostro territorio sia valutato attraverso un metodo statistico - economico che, analizzando dati e informazioni relativi a più periodi d'imposta, fornisce una valutazione sulla gestione. Tali indicatori, per funzionare, dovrebbero essere affidabili, testati e rappresentativi della specifica realtà di impresa analizzata, cosa che attualmente non esiste». 

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