Allarme Confartigianato: settore cerimonie in ginocchio, persi dai 130 ai 190 milioni

A soffrire sono 4561 aziende solo in provincia di Padova: nei primi tre mesi del 2020 sono 113 quelle costrette a chiudere a causa dei rinvii dovuti al Covid-19

Paralizzato, immobile, chiuso. Il complesso e variegato settore delle cerimonie e degli eventi è in crisi. Matrimoni, battesimi, prime comunioni, cresime, eventi e congressi, che proprio in questi mesi avrebbero visto il loro momento migliore, fanno i conti con il Covid-19. I numeri parlano chiaro. Oltre 29mila le cerimonie che mancheranno all’appello nel 2020 in tutta la provincia di Padova. Si tratta di una stima dell’ufficio studi di Confartigianato Imprese Veneto, basata su quanto si è svolto nella nostra provincia lo scorso anno.

Celebrazioni rinviate

Ad oggi sono state rinviate quasi tutte le celebrazioni di aprile, maggio e giugno e, a detta degli operatori, sulla stessa via anche quelle della seconda metà dell’anno. «Il comparto ha urgente bisogno di sostegni concreti - spiega Roberto Boschetto, Presidente di Confartigianato Imprese Padova -. Il recente “Bando per contributi a supporto delle micro e piccole imprese colpite da Covid-19 nei settori commercio, somministrazione e servizi alla persona è un chiaro esempio della volontà di intervenire a sostegno degli imprenditori maggiormente colpiti. Chiediamo alla Regione che, anche per gli “invisibili” del variegato business di cerimonie ed eventi, possa essere approvata analoga misura di sostegno, che metta a disposizione delle risorse da destinare a contributo a fondo perduto».

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I numeri del comparto

A soffrire sono 4561 aziende solo in provincia di Padova, attive a marzo 2020. E nei primi tre mesi dell’anno hanno chiuso in 113. A questo “mondo” mancano, stima Confartigianato, dai 130 ai 190 milioni di euro. Non solo, in provincia di Padova, in un anno, si celebrano 2.459 matrimoni, 5182 battesimi, oltre 13.400 ragazzi ricevono la prima comunione o la cresima e si svolgono infine 8mila tra eventi e congressi. Per un totale di 29.104 appuntamenti che attivano oltre 140 diverse attività, si va dalla stampa degli inviti all’addobbo floreale, raggruppabili in 7 macro aree: abbigliamento e accessori cerimonia (374 aziende artigiane), allestimenti, alloggi e location (557), Artistico (197), Bellezza (2.122), intrattenimento, audio, video e foto (179), ristorazione e catering (879) e trasporto persone (253). Questi settori hanno visto, nei primi tre mesi del 2020, la chiusura di 113 attività a carattere artigiano. I più penalizzati risultano essere, rispetto al peso che hanno nel settore, bellezza, sartorie e catering.

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