Confartigianato Imprese: «Anche a Padova grande insuccesso del regime forfettario

Roberto Boschetto, presidente della sezione euganea di Confartigianato: «Solo il 15,8% delle aziende che rientrano nei parametri lo ha adottato»

«Insuccesso per la misura principe che avrebbe dovuto ridurre le tasse. Il tentativo di alleggerire la pressione fiscale sulle micro imprese, intrapreso dal Governo attraverso l'estensione del regime forfettario, alla nostra prova dei fatti dimostra di non aver sortito gli effetti desiderati, almeno per la maggior parte delle imprese artigiane padovane». La denuncia arriva da Roberto Boschetto, Presidente di Confartigianato Imprese Padova.

I numeri del passaggio

«L'innalzamento della soglia limite dei ricavi/compensi al di sotto della quale si può beneficiare di una aliquota secca del 5% o del 15%, l'eliminazione del divieto di sostenere costi per dipendenti, come la cancellazione del limite di 20.000 euro investiti in beni strumentali, -prosegue il Presidente- hanno avuto l'effetto di un colpo di cannone caricato a salve». Da uno studio condotto da Confartigianato Imprese Padova, su un campione di 1335 imprese individuali padovane in contabilità semplificata nel 2018, risultache ben il 57% di queste avrebbero potuto beneficiare del forfait perché con ricavi al di sotto della soglia dei 65.000 euro. Di fatto però, quelle che hanno avuto effettiva convenienza a passare al regime agevolato sono state appena 122, il 15,8% delle aziende che rientrano nei parametri. A tutte le altre, applicare il forfait sarebbe costato molto di più che applicare le consuete aliquote IRPEF a scaglioni.

Scarso appeal

«La principale causa del fenomeno di scarso appeal -afferma Boschetto- è legata agli elevati coefficienti di forfettizzazione che non sono stati ritoccati con la legge di bilancio. Per le categorie artigiane, infatti, pagare il 15% di imposta forfettaria su ben il 67% o anche l'86% dei propri ricavi, rinunciando anche ad ogni forma di detrazione, non è risultato conveniente. Molti dei costi sostenuti da queste imprese, ad esempio per l'acquisto dei materiali o il pagamento dei propri dipendenti, andrebbero "persi" e non dedotti dall'utile imponibile. Per queste ragioni Confartigianato Imprese Padova si unisce all’appello lanciato da Confartigianato regionale al Governo nel chiedere un ulteriore atto di coraggio. E’ necessario rivedere i coefficienti appena nominati, riducendoli al 40% anche per le categorie artigiane, oppure, di applicare l'aliquota unica alla differenza tra ricavi e costi analitici».

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