Latte, Giuseppe Pan scrive a Ministero e Nas: «Monitorate le importazioni»

Coldiretti plaude all'iniziativa dell'assessore regionale dell'agricoltura e chiede di «rendere pubblici i nomi di chi usa prodotto straniero e riduce il prezzo agli allevatori veneti»

Con una lettera indirizzata al Ministero della Salute, alla Direzione veterinaria e ai Nuclei dei Carabinieri Antisofisticazioni e Sanità delle province di Padova e Treviso, l’assessore regionale all’agricoltura Giuseppe Pan chiede di vigilare sulle importazioni di latte crudo e latticini dall’estero in Italia per tutto il periodo di durata della crisi sanitaria creata dal Covid 19, e a partire dall’inizio dell’anno.

Lettera

Spiega l'assessore Pan: «Incontrando gli operatori della filiera lattiero-casearia del Veneto ho raccolto la segnalazione che alcuni caseifici, hanno sospeso la raccolta di latte dalle stalle venete comunicando un abbassamento del prezzo concordato. Prima di attivare le azioni di supporto ai produttori, abbiano bisogno di conoscere con certezza i flussi di latte crudo importato e i relativi destinatari in Veneto, in modo da indirizzare correttamente eventuali aiuti a chi effettivamente raccoglie il latte dei produttori locali e non a soggetti che, diversamente da quanto dichiarano, potrebbero approfittare della situazione di crisi continuando ad attingere prodotto dall’estero e disattendendo gli impegni contrattuali assunti con i propri conferitori. In questo momento di crisi la filiera veneta del latte, dalle stalle al piccolo caseificio fino alle grandi cooperative e imprese, va tutelata da speculazioni, ribassi indebiti dei prezzi, distorsioni delle catene di approvvigionamento e distributive. Credo sia interesse anche del Governo, oltre che della Regione, monitorare con attenzione i flussi in entrata e in uscita, prima di definire le misure straordinarie di intervento e di sovvenzione ai vari anelli della catena produttiva, nella comune convinzione di dover riservare un’attenzione privilegiata ai produttori che sono il primo anello della filiera. Se le stalle chiudono, non riaprono più: sono gli allevatori, dunque, l’anello più debole da tutelare in questa fase di significativa, ma anche disomogenea, di contrazione della domanda di latte fresco e latticini».

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Soddisfazione

Coldiretti Veneto esprime soddisfazione per la decisione assunta dall’Assessore regionale all’agricoltura di scrivere al Ministero della Sanità per chiedere i dati inerenti i flussi in entrata di latte dall’estero con i relativi destinatari in Veneto. Commenta il presidente Daniele Salvagno: «Bisogna mettere in atto tutte le azioni per accedere ai dati e ai nominativi delle industrie di trasformazione che in piena emergenza da Coronavirus continuano ad importare dall’estero latte e cagliate e annunciano riduzioni di prezzo del  latte alla stalla dei nostri allevatori con la scusa della sovrapproduzione, mettendo in ginocchio la zootecnia veneta. Tutti i trasformatori che continuano con questi comportamenti non sono amici degli agricoltori veneti». Aggiunge Coldiretti Veneto: «Garantire la trasparenza è un atto dovuto verso più di 3mila aziende zootecniche che lavorano 12milioni di quintali l’anno. Lo è anche per i consumatori che in questo momento drammatico devono conoscere l’origine dei prodotti». Coldiretti ricorda che ogni giorno 5,7 milioni di litri di latte straniero attraversano le frontiere e invadono l’Italia con cisterna o cagliate congelate low cost di dubbia qualità. Bisogna fermare qualsiasi tentativo di speculazione sui generi alimentari di prima necessità come il latte «che - sottolinea la Coldiretti - nell’ultima settimana di rilevazione sui consumi ha registrato un balzo del 47% degli acquisti da parte delle famiglie, sulla base dei dati IRI che evidenziano anche l’aumento degli acquisti di formaggi, dalla mozzarella (+35%) al Grana Padano e Parmigiano Reggiano (+38%)».

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