#MangiaItaliano: parte dai Colli Euganei l'appello di Coldiretti

Nelle stalle, nei mercati, in agriturismo ovunque, giovani, donne e operatori lanciano il messaggio con video e posto per combattere la disinformazione, gli attacchi strumentali e la concorrenza sleale

Rimbalza sui social la campagna #MangiaItaliano promossa da Coldiretti a difesa della reputazione del Made in Italy nel mondo. Nelle stalle, nei mercati, in agriturismo ovunque, giovani, donne e operatori lanciano il messaggio con video e posto per combattere la disinformazione, gli attacchi strumentali e la concorrenza sleale.

#MangiaItaliano

I primi a mobilitarsi sono gli agricoltori padovani dell’area dei Colli Euganei che in questi giorni stanno vivendo gli effetti delle restrizioni della zona rossa insieme a quelli, del tutto inaccettabili, legati alla diffidenza, alle pratiche scorrette e alle fake news che circolano ovunque. Produttori e consumatori scendono su Facebook, Twitter e Instagram per tutelare il patrimonio enogastronomico tricolore in risposta al disgustoso video francese sulla pizza italiana andato in onda su Canal Plus ultimo esempio di comportamento di discredito insieme alla richiesta di bollini anti-virus su prodotti e tipicità locali. Spiega Massimo Bressan, presidente di Coldiretti Padova: «Sulle pagine Facebook Coldiretti Padova e Campagna Amica Padova pubblicheremo i video appelli che ci arrivano dai nostri agricoltori. Ci arrivano addirittura richieste di insensate certificazioni sanitarie su vini e cibi provenienti dalle nostre aziende, ma ci sono state anche assurde disdette per forniture alimentari provenienti da tutta la Penisola sotto la spinta di una diffidenza spesso alimentata ad arte con fake news dalla concorrenza e ora cominciano addirittura ad essere disertati i ristoranti italiani. La risposta dei nostri imprenditori non si fa attendere e invitiamo tutti i cittadini a non lasciarci soli, a condividere gli appelli sui sociali e a venirci a trovare in azienda o nei mercati di Campagna Amica Padova, aperti regolarmente in tutta la provincia».

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Aggiunge Coldiretti: «L’emergenza Coronavirus con le difficoltà produttive, logistiche e commerciali ed i pesanti danni di immagine sta mettendo a rischio l’intera filiera agroalimentare estesa, dai campi agli scaffali fino alla ristorazione, che raggiunge in Italia una cifra di 538 miliardi di euro pari al 25% del Pil ed offre lavoro a 3,8 milioni di occupati. Senza dimenticare gli effetti del crollo del turismo che è sempre stato un elemento di traino del Made in Italy agroalimentare all’estero, amplificato dallo stop forzato alle Fiere che sono un momento importante di promozione. L’obiettivo è far conoscere i primati del Made in Italy con l’agricoltura italiana che è oggi la più green d’Europa, con 297 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario e 415 vini Doc/Docg, 5155 prodotti tradizionali regionali censiti lungo la Penisola, la leadership nel biologico con oltre 60mila aziende agricole bio, 40mila aziende agricole impegnare nel custodire semi o piante a rischio di estinzione e il primato della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari (0,8%) contro l’1,3% della media Ue o il 5,5% dei prodotti extracomunitari. Grazie anche alla dieta mediterranea fondata su pane, pasta, frutta, verdura, carne, extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari hanno consentito agli italiani di conquistare primati nella longevità con un ruolo importante per la salute che è stato riconosciuto anche con l’iscrizione della Dieta mediterranea nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco già dal 16 novembre 2010».

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