Meeting Giappone-Italia sulla Neurorobotica, docenti e ricercatori al DEI di Padova

Dagli esoscheletri e dai robot comandati col pensiero parte la rivoluzione della neurorobotica sono infinite le applicazioni pratiche nella vita quotidiana di persone con difficoltà motorie. Lo scopo dell’incontro è un reciproco scambio sulle ultime ricerche in questa disciplina

Giovedì 11 aprile alle ore 9 in Aula Lepschy del DEI (Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Padova) si terrà il meeting Giappone-Italia sulla Neurorobotica, che coinvolgerà 17 tra docenti e ricercatori da cinque università nipponiche e dall’Università di Padova. Lo scopo dell’incontro è un reciproco scambio sulle ultime ricerche in questa disciplina che vede i due paesi, e particolarmente l’Università di Padova, all’avanguardia. La Neurorobotica combina neuroscienze, robotica e intelligenza artificiale, e la sua applicazione forse più nota al grande pubblico sono gli esoscheletri, robot indossabili che permettono l’uso degli arti a persone che lo hanno perso per incidenti o patologie.

L'università di Padova sta studiando nuovi paradigmi di controllo

«Lo IAS-Lab Lab (Intelligent Autonomous Systems) dell’Università di Padova, sta studiando nuovi paradigmi di controllo per gli esoscheletri tramite un’interfaccia ibrida non-invasiva controllata dall’attività muscolare e da un sistema autonomo intelligente - dice il prof. Emanuele Menegatti, docente del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione e direttore dello IASLab - “Una mutua interazione fra intelligenza umana e robotica permetterà di identificare le intenzioni dell’utente in maniera rapida e sicura, arrivando a un controllo più intuitivo dell’esoscheletro, che sarà così visto come una naturale estensione del corpo umano. In un approccio di tipo shared-control, l’utente si occuperà dell’invio di comandi di alto livello per informare il sistema di muoversi verso uno specifico oggetto, mentre le operazioni di basso livello, come evitare gli ostacoli, la correzione fine del movimento per facilitare la presa sull’oggetto, saranno a carico dell’intelligenza robotica».

Le ricerche

La neurorobotica si basa sull’idea che il cervello è incarnato in un corpo e che il corpo è immerso nell’ambiente. Pertanto, l’enfasi della neurorobotica è sempre su sistemi reali operanti nel mondo fisico reale, invece che su sistemi che operano solo in un ambiente simulato. Nello stesso ambito di ricerca si pone il progetto di un robot di servizio e assistenza comandato tramite l’attività cerebrale, in altre parole col pensiero. Questa ricerca è stata presentata alla più importante conferenza mondiale di robotica a Brisbane (Australia) lo scorso maggio da Gloria Beraldo, una dottoranda dello IAS-Lab e, sabato scorso, c’è stata una dimostrazione pubblica a Palazzo Moroni alla presenza del vicesindaco Arturo Lorenzoni.

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