Tra crescita e ripresa: economia, il Veneto marcià più spedito del resto d'Italia

In quanto ad occupazione, export, vitalità di impresa e consumi di energia: questo quanto fotografato dal bollettino socio economico diffuso dalla Regione

Il Veneto marcia più spedito del resto del Paese quanto ad occupazione, export, vitalità di impresa e consumi di energia. L’ultimo numero del bollettino socio-economico della Regione, in rete da mercoledì 17 aprile a questo link, fotografa i segni della ripresa che, in particolare per lavoro e occupazione, raggiungono e superano i livelli pre-crisi.

Pil, consumi e investimenti

Il Pil veneto nel 2018 è cresciuto dell’1,1%, due decimali in più rispetto a quello nazionale; in crescita anche i consumi delle famiglie (più 0,8% rispetto al 2018, a fronte di un più 0.7 nazionale), e gli investimenti fissi (più 4,3% a fronte di un incremento nazionale del 3,4).

Export

A crescere è stato soprattutto l’export, nonostante il rallentamento del commercio mondiale: nel 2018 il Veneto ha esportato per 63,3 miliardi di euro, il 2,8% in più rispetto all’anno precedente, toccando il massimo storico. I settori più dinamici sono stati la meccanica, i metalli e i prodotti del comparto moda. Nel settore agroalimentare, che ha esportato per 6,8 miliardi di euro, il leader indiscusso è il vino con 2,2 miliardi di euro esportati nel 2018, pari al 37% del totale nazionale. In termini economici il turismo nel 2018 ha segnato una annata da record, con un ulteriore aumento di visitatori (19,6 milioni, più 2,2%) e di presenze (69,2 milioni, più 0,2%).

Occupazione

Nel 2018 in Veneto l’occupazione è cresciuta portando il tasso di occupazione dal 66% del 2017 al 66,6%, mentre il tasso di disoccupazione rimane stabile (6,4%). Il Veneto si trova in condizione di vantaggio rispetto alle altre regioni italiane anche per quanto riguarda i Neet (14,8%) e la disoccupazione giovanile (21%): nel 2018 il Veneto è la quarta regione italiana per i livelli più bassi di disoccupazione dei 15-24enni e la terza per i Neet, i giovani che non studiano e non lavorano. Un segnale positivo viene anche dal numero dei fallimenti di impresa, che sono calati del 13% rispetto all’anno precedente.

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Gli altri dati

In crescita anche i consumi di energia, che hanno superato i 30 mila GWh, recuperando per la prima volta dopo 10 anni i livelli raggiunti nel 2008. Sono aumentati anche il numero delle compravendite immobiliari per uso abitativo (più 8%, indice doppio rispetto alla media nazionale) e i mutui con ipoteca immobiliare (più 11%, a fronte del 7% del resto d’Italia). In contrazione, invece, la dinamica imprenditoriale: le imprese artigiane sono diminuite del’1,4%, così pure quelle dell’edilizia e costruzioni; in flessione anche le imprese agricole (meno 0,7%), stabili con lieve tendenza al rialzo quelle dei servizi.

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