Industria, in 5 anni -2,8 mld di Pil Giù la produzione, tiene l'export

La crisi economica non si arresta, nonostante Padova detenga il primato nordestino per numero di imprese, e quello veneto per numero di occupati. Il ministro Zanonato sarà venerdì all'assemblea di Confindustria Padova

Alla vigilia dell'assemblea di Confindustria Padova - alla quale parteciperanno il ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato, il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi e il governatore della Regione Veneto, Luca Zaia - l'associazione degli imprenditori euganei conta i danni della crisi e al di là di qualche segno di vitalità (come l'export), non scorge indicazioni di svolta, almeno nel breve. In cinque anni la congiuntura economica negativa ha sottratto a Padova 2,8 miliardi di euro di Pil.

I DATI DELL'ECONOMIA PADOVANA. Dopo il parziale recupero nel biennio precedente, il 2012 ha fatto registrare una caduta dell'attività produttiva (-5,3%) e del fatturato (-5,1%). Anche il 2013 è a tinte fosche: la flessione prosegue, a marzo la distanza dal picco di attività pre-crisi (aprile 2008) si attesta ancora al 24%. Più incoraggiante la performance delle esportazioni, che nel 2012 crescono del +4,4% (8,6 miliardi, sopra i valori pre-crisi), nonostante la recessione in Europa, prosegue quindi il traino dell'export, a velocità più contenuta (+1,8%), ma superiore a Veneto (+0,2%) e Italia (-0,7%). Nel primo trimestre 2013 la produzione segna un calo tendenziale del -5,0%, il fatturato del -4,3%. Negativa l'evoluzione degli ordinativi interni (-3,2%), non va oltre la tenuta all'estero (+0,4%).

GLI EFFETTI SULL'OCCUPAZIONE. Il numero degli occupati scende dell'1,9% (+0,2% nel 2012) per effetto del calo dei livelli produttivi e del progressivo esaurimento della Cig. Nel 2012 la cassa integrazione nell'industria (manifatturiero e costruzioni), con 14 milioni 500 ore, è aumentata del +14,8%, con un incremento, nei primi cinque mesi del 2013, del +41,5% (6 milioni 900mila ore). La disoccupazione giovanile è salita al 20,7%. La selettività e il costo del credito sono stringenti: a marzo 2013 i prestiti alle imprese sono diminuiti del -7,6% (Italia -5,8%). Una condizione che complica la liquidità aziendale, anche a causa dei ritardati pagamenti. Le prospettive permangono incerte, non si scorgono segnali di ripresa a breve.

I PRIMATI DI PADOVA. Nonostante la congiuntura negativa, sulla carta Padova resta la prima provincia nel Nord Est, e la nona in Italia, per numero di imprese operative (92.040), oltre ad essere prima in Veneto e decima in Italia per reddito prodotto (25,1 miliardi di euro). La provincia euganea detiene il primato veneto anche per il totale degli occupati e per il numero di brevetti depositati nel 2012 (1.979). Con 32 start up innovative registrate nei primi cinque mesi del 2013, si piazza al sesto posto in Italia (dopo Milano, Torino, Roma, Bologna, Trento).

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