Detective del passato, l’archeologia “riletta” attraverso il Sistema Informativo Geografico

Lunedì 23 aprile alle ore 10.30 al Museo di Scienze Archeologiche e d'Arte in Palazzo Liviano, in Piazza Capitaniato 7 a Padova, è prevista l’inaugurazione della mostra fruibile al pubblico fino al 1 giugno

Lunedì 23 aprile alle ore 10.30 al Museo di Scienze Archeologiche e d'Arte in Palazzo Liviano, in Piazza Capitaniato 7 a Padova, è prevista l’inaugurazione della mostra “indagini X immagini di evidenze archeologiche” alla presenza di Jacopo Bonetto, direttore del dipartimento dei Beni Culturali, Armando De Guio, docente di Archeologia del Territorio e direttore scientifico degli scavi sul Bostel di Rotzo, Luigi Magnini, referente del progetto STEMPA, Cinzia Bettineschi, curatrice della Mostra, e Andrea Grappeggia, Dirigente dell'Area Didattica e Servizi agli Studenti. Da martedì 24 aprile all’1 giugno sarà fruibile al pubblico con ingresso libero con visite guidate per gruppi e laboratori didattici.

Mostra fotografica

Con la mostra fotografica “indagini X immagini • di evidenze archeologiche” il progetto STEMPA presenta al pubblico i risultati più significativi raggiunti in quasi due anni di lavoro sull’Altopiano dei Sette Comuni (Vicenza), e in particolare nello scavo del villaggio pre-romano del Bostel di Rotzo, grazie ai finanziamenti ricevuti dall’Università degli Studi di Padova nell’ambito dei Progetti Innovativi degli Studenti. STEMPA è l’acronimo di “Scavo, Telerilevamento, studio dei Materiali e del Paesaggio dell’Altopiano di Asiago”. Le attività si sono concentrate sulla teleosservazione, la ricognizione e lo scavo stratigrafico, sulla documentazione grafica e fotografica (in 2D e 3D) e sullo studio dei materiali anche grazie alla collaborazione di numerosi altri docenti dell’Università di Padova che sono intervenuti sul campo secondo le loro specifiche competenze.

L'esposizione

«L’esposizione nasce dall’idea di dare materialità e concretezza a uno strumento fondamentale per la gestione e l’analisi della documentazione archeologica: il GIS, ovvero Sistema Informativo Geografico» dice Luigi Magnini, co-coordinatore del Progetto STEMPA. Magnini spiega che «Il GIS è un contenitore digitale all’interno del quale sono immagazzinate le informazioni più importanti che riguardano gli strati archeologici e i loro rapporti, i materiali rinvenuti e, più in generale, il contesto territoriale dell’area indagata. Tutti questi dati sono registrati in associazione alle informazioni geografiche relative al luogo di rinvenimento, alle dimensioni (x, y, z) e alle distanze reciproche. In questo modo ogni elemento – immagine, punto, linea o poligono – è collegato a tutti gli altri attraverso relazioni che consentono di offrire uno sguardo d’insieme, ma anche di ottenere nuove informazioni attraverso la rielaborazione e l’interpretazione dei dati».

Ricerca

«L’allestimento della mostra intende richiamare la lavagna interattiva di un moderno detective, dove sono annotati le testimonianze e gli indizi raccolti, l’ubicazione dei rinvenimenti di maggiore interesse e i risultati delle analisi condotte con moderne tecniche scientifiche» racconta la curatrice Cinzia Bettineschi, curatrice della mostra. «La fotografia si fa dunque strumento di espressione, di studio e di condivisione. È questione di scala, partendo dall’immagine satellitare multispettrale del promontorio del Bostel, elaborata in falsi colori, si entra nel sito e fin dentro lo scavo archeologico, scoprendo un paesaggio terrazzato e l’ingresso a un’abitazione semi-interrata» continua Bettineschi «Da questo nucleo si dipartono relazioni e collegamenti attraverso cui sono mostrate alcune fasi salienti del lavoro che gli archeologi del progetto STEMPA hanno condotto sul campo e in laboratorio: topografia, documentazione grafica e fotografica in due e tre dimensioni, sorvoli con drone, ma anche identificazione e descrizione degli strati, lavaggio, schedatura e disegno dei reperti, indagine dei materiali con microscopio stereoscopico e datazioni radiocarboniche. La mostra rappresenta un ulteriore passo nel lavoro di ricerca, che mira a condividere le esperienze e risultati ottenuti con tutti gli interessati.»

La mostra

La mostra è il frutto di un progetto didattico che ha visto coinvolti numerosi studenti delle Lauree Triennali e Magistrali in Archeologia delle Università di Padova e di Ferrara come parte del comitato organizzativo. «I Progetti Innovativi degli Studenti sono una palestra importante e credo che questa esperienza possa contribuire a formare dei futuri professionisti in grado di affrontare in modo più consapevole le sfide che li attendono nel mondo del lavoro, in particolare nel campo dei beni culturali.» conclude il professor Armando De Guio, direttore degli scavi sul Bostel di Rotzo e responsabile delle indagini in corso. Proprio come un GIS, indagini X immagini lavora quindi su più livelli: da un lato accompagna il pubblico di adulti e bambini alla scoperta dei metodi e delle tecniche di ricerca impiegati in uno scavo universitario, mentre dall’altro si rivolge a studenti e appassionati di archeologia per approfondire la conoscenza del sito del Bostel, grazie a uno sguardo inedito alle strutture e ai reperti recentemente tornati alla luce.

La mostra

La mostra è a ingresso libero ed è collocata sul ballatoio di fronte all’aula Diano di Palazzo Liviano (Piazza Capitaniato, 7 – Padova) a partire da martedì 24 aprile 2018 e fino a venerdì 1 giugno 2018 compatibilmente con gli orari di apertura della struttura: da lunedì a venerdì, ore 8-19 e sabato mattina, ore 8-12. Sarà chiusa invece nei giorni festivi e in occasione dei ponti indetti dall’Ateneo. Gli archeologi del progetto STEMPA offriranno, gratuitamente previa prenotazione visite guidate per gruppi (max 20-25 adulti per turno) e laboratori didattici sul tema “indagini X immagini: le olimpiadi dell’archeologo” per le scuole primarie e secondarie di primo grado.

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