I primi 50 anni, tutti da raccontare: grande festa per la famiglia Facco e la loro azienda

La Facco M. Srl di Santa Giustina in Colle - erede di quella che fu nell'ormai lontano 1968 la "Facco Ivo" di Paviola di San Giorgio in Bosco - ha festeggiato in grande stile il suo primo mezzo secolo di vita

C'era anche il presidente nazionale dell'Anap Confartigianato, il modenese Giampaolo Palazzi, alla festa per i 50 anni di carriera professionale di Ivo Facco e della Facco M. Srl di Santa Giustina in Colle che oggi è l'erede di quella che fu nell'ormai lontano 1968 la "Facco Ivo" di Paviola di San Giorgio in Bosco. E a San Giorgio in Bosco Ivo Facco ed i figli Massimo e Mery, ora alla guida della società, hanno voluto celebrare il mezzo secolo di attività chiamando a raccolta, nella Sala Teatro, quanti, compagni di scuola, collaboratori di ieri e di oggi, amici e semplici concittadini, hanno condiviso le vicende di un uomo e di un'azienda che dell'elettricità e della modernità hanno fatto il loro credo. 

La festa

Collocata in corrispondenza del compleanno numero 73 del suo fondatore, la festa, condotta da Francesca Dalle Rive ed alla quale sono intervenuti il sindaco di San Giorgio, Nicola Pettenuzzo; l'assessore Enrica Zanon; il dirigente dell'Enaip di Cittadella, Stefano Cicigoi; il rappresentante della Scuola Radio Elettra, Paolo Rampacci; Stefania Fochesato per la Città della Speranza; i segretari generali di Confartigianato Padova, Tiziana Pettenuzzo e di Confartigianato Veneto, Francesco Giacomin e, oltre al presidente nazionale dell'Anap, l'associazione degli artigiani pensionati, anche di quello provinciale, Raffaele Zordanazzo; è stata l'occasione per ripercorrere la storia e le opere non solo di un uomo e di una ditta, ma di un intero territorio.

"Facco Ivo"

Snodatasi attraverso tre ore tutt'altro che noiose costellate di racconti, aneddoti, foto di lavori eseguiti e di personaggi incontrati, la festa ha avuto il pregio di ben rappresentare l'esperienza del più classico dei "self made man" veneti, gente che talvolta ha vacillato ma non si è mai piegata ed oggi, a distanza di 50 anni dai primi lavori fatti nel tinello di casa, è rappresentata degnamente da un'azienda, oggi attiva nel fotovoltaico, nelle centrali idroelettriche, nell'efficientamento energetico e nell'illuminazione pubblica stradale, in grado di aggiudicarsi appalti un po' in tutto il Nord e Centro Italia forte di certificazioni conseguenti a tecnologie e mezzi che ne garantiscono qualità ed affidabilità. «Un esempio, quello che ci viene proposto dalla figura di Ivo Facco - ha detto il dirigente dell'Enaip di Cittadella, Cicigoi - che volentieri vorremmo ospitare nella nostre scuole perchè è dall'esempio concreto che nascono passione e voglia di riuscire nella vita». Un esempio che Ivo Facco ha raccolto in un volumetto, scritto con la collaborazione di Giuseppe Zerbetto, dal titolo curioso ("Lo "svizzero" di Paviola") dove la Svizzera è la terra che lo ha visto formarsi sotto il profilo ingegneristico ma è anche il riferimento alla precisione e, al tempo stesso, al legame con la propria terra d'origine. Un volumetto che raccoglie anche l'ampia documentazione fotografica che è oggetto, fino a domenica prossima, 22 settembre, della mostra che viene ospitata nella sala Teatro di San Giorgio in Bosco e che tutti possono visitare nei pomeriggi «per farsi un'idea - ha sottolineato nel suo intervento Raffaele Zordanazzo - di cosa abbia voluto dire per il Veneto contadino del secondo dopoguerra, l'apporto degli artigiani». L'ultima parola è spettata a Ivo Facco: «Gli anziani sono persone che hanno esperienza, cultura e saggezza e che meriterebbero di trovare il giusto spazio nella nostra società che invece, quasi sempre, non trova di meglio che emarginarli".

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