Futuro incerto per i lavoratori degli stabilimenti veneti dell'Ilva: la protesta e l'incontro in Regione

L’assessore Donazzan ha espresso forte preoccupazione per la situazione descritta dai rappresentanti dei lavoratori, in quanto sembra prospettarsi una forte riduzione del personale

La protesta (foto: Facebook)

Mentre martedì mattina a Roma si svolgeva l'incontro al ministero dello Sviluppo economico con i commissari e i rappresentanti di Arcelor Mittal per fare il punto della situazione sul futuro dell'Ilva Fiom, Fim e Uilm di Venezia, insieme alla Fiom di Padova erano Venezia a manifestare insieme ai lavoratori dell'Ilva di Legnaro e di Marghera.

LA PROTESTA.

Il corteo è partito da piazzale Roma verso Palazzo Labia, sede di Rai Veneto, dove i lavoratori si sono fermati in presidio per un paio d'ore e sono poi ripartiti per raggiungere la sede della Regione dove alle 14.30 una delegazione formata da lavoratori e sindacati ha incontrato l'assessore regionale al lavoro Elena Donazzan. Loris Scarpa, segretario generale della Fiom di Padova, ha dichiarato: “La vertenza Ilva non è una vertenza che riguarda solo i lavoratori direttamente coinvolti, ma è e dovrà essere una vertenza generale perché al suo interno si consumano anche le sorti del Jobs Act”.

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L'INCONTRO IN REGIONE.

L’assessore Elena Donazzan ha espresso forte preoccupazione per la situazione descritta dai rappresentanti dei lavoratori, in quanto al momento sembra prospettarsi una forte riduzione del personale. In particolare, l’assessore regionale chiederà che AM InvestCo Italy S.r.l. (Società composta dall’85% di ArcelorMittal e per il restante 15% dal Gruppo Marcegaglia ed aggiudicataria del bando internazionale che metteva in vendita gli asset aziendali di Ilva S.p.a.) presenti il proprio Piano Industriale e indichi chiaramente quale sia il futuro dei due siti veneti. Sempre martedì si è svolto al Mise un incontro tra gli amministratori straordinari di Ilva spa in A.s., la ArcelorMittal ed una delegazione composta dalle Organizzazioni sindacali nazionali (Fim, Fiom e Uilm) e le R.S.U. aziendali. L’Assessore Donazzan chiederà formalmente al MISE che anche le Regioni su cui insistono gli stabilimenti di Ilva vengano convocate al prossimo incontro previsto.  

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