Sciopero Fiom Cgil, a Padova parla Maurizio Landini: "Esclusi dal tavolo"

A conclusione della mattinata di protesta nella città del Santo, in cui sono confluiti oggi i cortei dei lavoratori metalmeccanici di tutto il Veneto e del Trentino, il segretario generale ha tenuto il suo comizio in piazza dei Signori

Maurizio Landini durante il comizio in piazza dei Signori a Padova (fonte: Twitter @cgildeltrentino)

Come da programma, a chiudere la mattinata di mobilitazione e cortei svoltasi oggi a Padova per lo sciopero generale proclamato dalla Fiom Cgil è stato il segretario generale Maurizio Landini. Il leader della Fiom, dal palco allestito in piazza dei Signori, si è rivolto ai migliaia di lavoratori metalmeccanici - ai quali si sono uniti oggi anche gli studenti - arrivati da tutto il Veneto e dal Trentino.

L'ESCLUSIONE DALLA TRATTIVA. "Noi siamo stati esclusi, vorrei che si sapesse che da Federmeccanica e Fim e Uilm non hanno voluto la Fiom al tavolo delle trattative - ha sottolineato Landini, centrando il cuore della protesta: la scelta di Federmeccanica di firmare un nuovo accordo separato sul Contratto nazionale della categoria - Fim e Uilm hanno espressamente chiesto che la Fiom non fosse al tavolo e Federmeccanica ci ha detto che se volevamo andare al tavolo dovevamo firmare il contratto separato (del 2009, ndr) che non abbiamo riconosciuto. Non a caso - ha spiegato - noi abbiamo portato in tribunale Federmeccanica Fim e Uil perché c'è una palese violazione dell'accordo di giugno. La nostra è l'organizzazione più rappresentativa e che ha più voti dei metalmeccanici e non è stata al tavolo perché era evidente che se fossimo stati al tavolo quella porcheria di accordo che hanno firmato non sarebbe stato sottoscritto. Siamo di fronte al fatto che per la prima volta le imprese hanno scelto i sindacati con cui contrattare: del resto il modello della Fiat si sta estendendo al Paese e questa è la gravità della situazione che abbiamo di fronte".

OGGI A PADOVA: SCIOPERO DEI METALMECCANICI E MOBILITAZIONE STUDENTESCA

L'APPELLO. "Noi facciamo un appello alle forze politiche e al candidato premier Pierluigi Bersani - ha aggiunto il segretario generale - in questo Paese si stanno facendo le primarie che sono un grande strumento democratico, che ha visto anche una risposta molto significativa delle persone, ed addirittura il centrodestra sta discutendo questo tema. L'unico luogo in cui i cittadini italiani non hanno il diritto di votare sono le fabbriche. Noi chiediamo che il diritto di votare - ha rilevato Landini - di eleggere i propri sindacati e a che di approvare gli accordi sia esteso anche nelle fabbriche. Si faccia una legge sulla rappresentanza che introduca questa regola: l'accordo per essere valido deve essere approvato dalla maggioranza dei lavoratori che liberamente si esprimono. Questo eviterebbe gli accordi separati, ed è lo strumento che recupera anche l'unità sindacale. Quando ci sono idee diverse decidono i lavoratori. Quindi chi è in politica, se ha a cuore il Paese, la coesione sociale di questo Paese, faccia una legge sulla rappresentanza, cancelli l'articolo 8, quello voluto dalla Fiat".

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