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Stangata sui rifiuti per le imprese: con la nuova tassa aumenti del 300%

Arriva la Res, un tributo che comprende la quota per lo smaltimento dei rifiuti e per i servizi cosiddetti indivisibili. L'Ascom: "I padovani hanno già dato, che gli aumenti siano in linea con la situazione di crisi"

Laura Organte 4 gennaio 2013

Qualcuno l’ha prontamente rinominata “l’Imu della spazzatura”. È la nuova tassa sui rifiuti prevista dal decreto "Salva Italia", che sostituisce l'attuale regime di prelievo sui rifiuti con il nuovo tributo denominato "Res". Il nuovo regime prevede un cospicuo aumento delle tariffe sui rifiuti con punte che, in alcune zone del Paese, raggiungeranno anche il 400% e con una media comunque intorno al 300%.

LA NUOVA TASSA. Nata con lo scopo di sostituire Tia e Tarsu, ovvero le due diverse fasi della gestione dei rifiuti in un’unica tassa per semplificare il prelievo, la Res è un tributo che comprende al suo interno la quota per lo smaltimento dei rifiuti e la quota per i servizi cosiddetti indivisibili (sicurezza, illuminazione e gestione strade) e risulta gravosa soprattutto per alcune tipologie di attività come la ristorazione, l'ortofrutta e le discoteche, per non parlare delle imprese di commercio all'ingrosso che esercitano su aree molto ampie e quindi sentono ancor di più il peso di questo tributo.

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IL COMMENTO DELL’ASCOM. “E’ sperabile – commenta il direttore generale dell’Ascom Confcommercio di Padova, Federico Barbierato – che Padova non debba fare i conti con aumenti così elevati visto che col passaggio da Tarsu a Tia degli anni scorsi, cittadini e imprese di molti comuni padovani hanno già dato. Noi continueremo nell’opera di persuasione nei confronti delle amministrazioni pubbliche perché il tributo risulti compatibile con le già difficili condizioni in cui versano le imprese del commercio”.

Federico Barbierato
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