Padovane lavoratrici: la media provinciale batte quella regionale

Le donne che lavorano rappresentano il 55% contro il 53,3% del Veneto, ma la paga è ancora fortemente discriminante se paragonata a quella degli uomini. Cresce invece la disoccupazione giovanile. Questi alcuni dei dati emersi dal Rapporto statistico annuale promosso dalla Regione

È stato presentato ieri a Padova, nella sala consiliare della Provincia, il “Rapporto statistico della Regione”, un appuntamento ormai annuale di analisi dei fenomeni istituzionali, economici e sociali che interessano ciascuna delle province venete.

OCCUPAZIONE FEMMINILE. Tra i dati più interessanti, è emerso che, rispetto alla media regionale, sono di più le donne che lavorano a Padova: nel 2010 il 55% contro il 53,3% del Veneto, anche se la paga è ancora fortemente discriminante se paragonata a quella degli uomini.

EXPORT, OCCUPAZIONE E CASSA INTEGRAZIONE. A Padova si registra il 15,7% dell’export regionale e nel 2010 si è avuto un aumento del 24,5% della vendita delle merci all’estero. I primi dati del 2011 rafforzano i segnali di ripresa: nel primo semestre del 2011 si registra una crescita del 14% delle esportazioni dal Veneto e del 19,6% per la provincia di Padova. Rispetto al tasso di occupazione del Veneto (64,5%) e nazionale (56,9%), la performance della provincia di Padova è migliore, 65,4%. Il numero di ore di cassa integrazione richieste nel periodo tra gennaio e agosto 2011 è inferiore del 46,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno prima.

DISOCCUPATI, ANZIANI E STRANIERI. Il 12,9% fra i 15-24enni risulta disoccupato contro l’8,1% dell’anno prima, il secondo valore più basso comunque fra le province venete. Il numero di ultra 65enni nel territorio provinciale è di oltre 183 mila unità, pari al 19,6% della popolazione, ed è destinato a crescere. Gli stranieri residenti nella provincia sono 91.649, il 9,8% della popolazione.

SVILUPPO SOSTENIBILE. “L’edizione 2011 ha trattato il tema dello sviluppo sostenibile - ha spiegato il vicepresidente della giunta regionale Marino Zorzato – visto da quattro angolazioni: la sostenibilità economica, sociale, ambientale e istituzionale. Quest’ultima riguarda il rapporto tra cittadini e istituzioni ed è anche quello più sentito oggi: dobbiamo infatti adeguare il sistema istituzionale al Veneto che cambia”. Barbara Degani ha sottolineato che la lettura corretta dei dati aiuta a dare un senso alle politiche da sviluppare sul territorio.

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