Prandina, l'assenza dell'Ascom Confcommercio fa rumore: «Apertura fino al 6 gennaio?»

Bertin fa notare: «Non si capisce perchè si debba tenere aperto il parcheggio solo fino a quella data visto che quella è la sua destinazione oggettiva. O come ha rilevato altrettanto giustamente l'Appe, perchè il limite sia quello delle 21»

bettin accanto a Tajani

L'assenza dell'Ascom Confcommercio alla presentazione dell'apertura del park Prandina ha fatto rumore.

6 gennaio

«Ed aveva il valore - spiega il presidente Patrizio Bertin - di un'astensione. Non dall'utilità del parcheggio, sul quale siamo i più fervidi sponsor visto che il nostro progetto risale addirittura al 2009 ed era molto circostanziato, quanto piuttosto all'indecisione che sembra caratterizzare ogni azione di Palazzo Moroni. Padova è vittima della sindrome del "vorrei ma non posso" - precisa Bertin - e questi continui "stop & go" rischiano di rivelarsi un'enorme palla al piede per il commercio cittadino». Gli esempi non mancano. «Prendiamo la Ztl - elenca il presidente dell'Ascom - che con i suoi "apri e chiudi" finisce per dare all'esterno l'informazione sbagliata che Padova sia una città inavvicinabile. Lo stesso può succedere per la Prandina. Come è stato giustamente rilevato - aggiunge Bertin - non si capisce perchè si debba tenere aperto il parcheggio solo fino al 6 gennaio visto che quella è la sua destinazione oggettiva. O come ha rilevato altrettanto giustamente l'Appe, perchè il limite sia quello delle 21. Anche in questi casi l'idea che si diffonde all'esterno è quella di un'indecisione costante che non vorrei fosse anche alla base delle scelte dei grandi marchi che, nel dubbio, abbandonano Padova».

Nemico auto

«Nonostante l'ingresso da via Orsini non sia il massimo per quanti arrivano da via Vicenza - annota il presidente dell'Ascom - già questa mattina abbiamo potuto osservare che il park funziona e funziona soprattutto perchè evita i continui giri alla ricerca di un posto a ridosso del centro con evidenti minori emissioni. Stabilito che gli acquisti non si fanno in bicicletta, a Palazzo Moroni devono dirci, una volta per tutte, se lavorano per la vivibilità, anche economica, della città o hanno deciso di favorire i centri commerciali contribuendo così allo svuotamento della città e, giocoforza, al suo progressivo depauperamento. Infine, restando in tema di decisioni, una parola anche per l'arena della musica: Sono sempre in attesa - conclude Bertin - che mi si dica qualcosa al riguardo. Chissà: magari sarà per Natale!».

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