Frecciarossa Padova-Roma, nuova levata di scudi: «Ripristinate il treno non stop»

Lettera aperta di Fabio Bui, presidente della Provincia di Padova: «Chi non è al passo con i tempi e i servizi, è fuori dalla competitività che un territorio costruisce in anni e anni di sacrificio»

«Ripristinatelo». Quasi un imperativo. Perché serve, eccome se serve: nuova levata di scudi contro la soppressione del Frecciarossa Padova-Roma senza fermate intermedie.

La richiesta

Al coro di voci si unisce ora anche Fabio Bui, presidente della Provincia di Padova. Questo il testo della sua lettera aperta, che riceviamo e pubblichiamo: “Siamo a fianco di tutte le categorie economiche, delle istituzioni, dei lavoratori, dei professionisti, dei turisti e degli studenti perché il treno che collegava Padova con Roma, senza fermate intermedie, venga ripristinato. Il territorio padovano, da solo, macina numeri che nessuno, né in Veneto né a livello nazionale, può permettersi di ignorare. Parliamo della provincia numero uno in regione per presenza di imprese operative e al nono posto in Italia per imprese industriali e terziarie con 76.036 unità. La ricchezza prodotta si aggira sui 27,5 miliardi di euro collocandoci tra i primi dieci produttori di Pil italiano e i primi in Veneto. Senza contare la presenza nella città capoluogo dell’Università di Padova, la seconda più antica del mondo e seconda (a pari merito con Firenze e Roma La Sapienza) nella classifica dei migliori atenei italiani censita dal Censis per il 2018/2019. Nel momento storico in cui tutte le imprese, tutte le aziende piccole, medie e grandi, tutti i lavoratori, tutte le istituzioni e i cittadini chiedono che si investa in mobilità, in infrastrutture, in intermodalità, in collegamenti di livello europeo,  ci troviamo di fronte alla scelta unilaterale di tagliare il Frecciarossa 1000 con cui si arrivava da Padova a Roma in meno di tre ore. Un collegamento veloce e moderno che consentiva di lavorare a 500 chilometri di distanza e far ritorno a casa nella stessa giornata. Con in più quella che sa tanto di presa in giro: la decisione si fonda su motivazioni relative a una bassa affluenza media che non coincide con la realtà. Perché chi ogni giorno era solito salire su quel treno, faticava a trovar posto. Il mercato non perdona. Chi non è al passo con i tempi e i servizi, è fuori dalla competitività che un territorio costruisce in anni e anni di sacrificio. Chi di Trenitalia e di Ferrovie dello Stato, dunque del Governo italiano, se ne assume la responsabilità? Appena il Consiglio della Provincia di Padova sarà insediato e con pieni poteri dopo le elezioni del 3 febbraio prossimo, faremo sentire la nostra voce mobilitando i sindaci del territorio. Perché questa partita riguarda davvero tutti e la vinceremo insieme. Fabio Bui, Presidente Provincia di Padova”.

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