Riqualificazione urbana Camposampiero: progetto in funzione dei luoghi antoniani

La presentazione insieme al Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università, in collaborazione con l’Ascom Confcommercio e il comune di Camposampiero

Il progetto è ambizioso anche perché il metro di paragone sono Assisi e Loreto dove altrettanti progetti urbanistici hanno saputo valorizzare l’anima di località dove la spiritualità è centrale. Camposampiero, forte del suo essere “città antoniana”, ha tutte le carte in regola per proporre la rigenerazione urbana del suo centro storico in funzione di una valorizzazione dei luoghi antoniani come premessa per quel salto di qualità che è negli auspici dell’intera cittadinanza.

Il progetto

È stato questo il filo conduttore della serata organizzata in sala Filarmonica per la presentazione del progetto che il Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile ed Ambientale dell’Università di Padova, in collaborazione con l’Ascom Confcommercio ed il Comune di Camposampiero, ha spiegato ad una sala gremitissima a dimostrazione di quanto sia sentita dalla cittadinanza, oltre che dagli operatori economici, una rivisitazione di quelli che il prof. Edoardo Narne, docente del Dipartimento ICEA (e, peraltro, coordinatore del gruppo di lavoro che, nel nostro territorio, svilupperà il progetto G124, ovvero l’iniziativa del grande progettista Renzo Piano sulle periferie e sulla città che sarà) ha definito “i vuoti” di un centro storico che deve potersi collegare al santuario in maniera organica in modo da valorizzare, al tempo stesso, il sito religioso e la città nel suo complesso.

I vari interventi

Aperta dall’introduzione di Silvano Ruffato, presidente mandamentale dell’Ascom, la serata ha visto dapprima l’intervento del sindaco, Katia Maccarrone (che ha evidenziato come il progetto rappresenti l’avvio di una serie di iniziative per dare alla città occasioni di rilancio) quindi, a seguire, da quelli del presidente provinciale dell’Ascom, Patrizio Bertin (che ha ricordato come la collaborazione con l’Università si sia già sviluppata nel “Quadrilatero dei Sensi” a Padova e poi a Montagnana ed Este) e dell’assessore alle attività produttive, Rosella Guin. Quindi la parola è passata al prof. Narne che con gli architetti Sergio de Gioia e Fabrizio Michielon dello Studio MIDE e di Alejandro Gutiérrez de Rubalcava Doblas da più di un anno è al lavoro per trovare punti critici e punti di forza di una città che, nel progetto illustrato dagli architetti, trova il suo punto focale nella rivisitazione del Campo di Marte, parzialmente liberato dalle auto e spazio aperto da e verso il santuario. Al tempo stesso, il campo sportivo Varrati, opportunamente strutturato, dovrebbe rappresentare da un lato il parcheggio in grado di sostenere l’afflusso dei visitatori e, dall’altro, costituire un’area per iniziative, manifestazioni e concerti. L’uno (il marzio) e l’altro (il Varrati) collegati attraverso un percorso di pochi minuti che avrebbe il pregio di valorizzare le attività commerciali e di servizio che, è stato detto, trovano nelle piazze e nelle vie del centro storico, la loro stessa ragion d’essere.

Le conclusioni

Qualche domanda da parte del pubblico ed un generale apprezzamento dei moltissimi presenti hanno chiuso una serata che, tra gli altri, ha visto la presenza del rettore del collegio dei Frati Minori Conventuali, Valentino Maragno, dei vicepresidenti dell’Ascom, Silvia Dell’Uomo e Ilario Sattin, del direttore generale Otello Vendramin e dei presidenti dei mandamenti di Conselve, Leopoldo Toffano e di Piazzola sul Brenta, Walter Zoccarato e del presidente di 50 & Più Ascom Confcommercio, Carlo Trevisan e che il sindaco Katia Maccarrone, nel chiudere l’incontro, ha definito “importante per il futuro della nostra comunità”.

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