Stop ceta, Consorzio tutela vini Colli Euganei:"Tuteliamo identità e produttori"

Bocciatura dell’accordo di libero scambio Ue - Canada: "Così si spiana la strada alla pirateria alimentare a danno delle nostre denominazioni", spiega il presidente Calaon

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

"C’è ben poco di “libero” nell’accordo internazionale Ceta tra Ue e Canada. Anzi, questo discusso trattato di fatto spiana la strada alla pirateria alimentare a danno dei nostri prodotti, delle nostre denominazioni che tutelano aziende e territori a garanzia dei consumatori". È netta la bocciatura del Ceta da parte di Calaon Marco, presidente del Consorzio Volontario per la Tutela dei vini Colli Euganei proprio per la minaccia che questo trattato internazionale rappresenta per i prodotti di qualità a marchio d’origine, legati al territorio di produzione e a severi standard qualitativi, oltre che ad una ben precisa denominazione.

VALORE. "Il nome è quanto di più prezioso abbiamo - osserva Calaon - perché racchiude il valore del lavoro dei nostri produttori, insieme al loro futuro, e offre una garanzia ai consumatori attenti all’origine e alla qualità. Non possiamo accetta pertanto il via libera alle imitazioni che sfruttano così palesemente i nomi delle nostre tipicità, espressione di una identità territoriale non riproducibile altrove, realizzate sulla base di specifici disciplinari di produzione e sotto un rigido sistema di controllo".

MADE IN ITALY. "Il Ceta non fornirà alcuna tutela sul territorio canadese a ben 250 denominazione di origine Dop e Igp (su un totale di 291 riconosciute dall’Unione Europea).- spiega Calaon - Il trattato infatti dà il via libera all’uso di libere traduzioni dei nomi dei nostri prodotti Made in Italy mentre per alcuni è consentito l’uso degli stessi termini accompagnato con “genere”, “tipo”, “stile” e da una indicazione visibile e leggibile del prodotto. Però se sono stati immessi sul mercato prima del 18 ottobre 2013 potranno addirittura essere commercializzati senza alcuna indicazione".

STOP CETA. "La tutela delle indicazioni geografiche riconosciute - conclude - non impedisce l’uso in Canada di indicazioni analoghe per coloro che abbiano già registrato o usato commercialmente questa indicazione. Con queste premesse non possiamo che condividere la ferma opposizione espressa in questi giorni da Coldiretti a capo del vasto movimento “Stop Ceta” - conclude il Presidente del Consorzio Volontario per la Tutela dei vini Colli Euganei - perché la presunzione canadese di chiamare con lo stesso nome alimenti del tutto diversi è inaccettabile. Si tratta di una concorrenza sleale che danneggia i produttori e inganna i consumatori. Senza considerare il rischio di un effetto valanga sui mercati internazionali dove invece l’Italia e l’Unione Europea hanno il dovere di difendere i nostri prodotti a marchio".

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