Gruppo vinicolo distillati e liquori Assindustria: nominati Vedovato, Pizzolato e Bottega a vicepresidenti

Tra i temi dei neo eletti La collaborazione con i Gruppi Alimentare e Turismo per dare valore all’Italian Life Style e l’opportunità delle Olimpiadi e del riconoscimento Unesco

Il primo incontro del Gruppo Vinicolo Distillati - Liquori di Assindustria Venetocentro, presieduto da Armando Serena (Montelvini di Venegazzù), a Palazzo Giacomelli nei giorni scorsi ha visto la nomina dei Vicepresidenti che affiancheranno lo stesso Serena nei prossimi quattro anni. Sono, per il comparto vinicolo Simone Vedovato (Vinicola Vedovato Mario di Trebaseleghe) e Settimo Pizzolato (La Cantina Pizzolato di Villorba) e Stefano Bottega (della Bottega S.p.A. di Bibano di Godega di Sant’Urbano), quale rappresentante del comparto dei Distillati e Liquori, che seguirà le specifiche di questo settore.

Unesco e olimpiadi invernali

«Prima di tutto desidero ringraziare il mio predecessore Ivo Nardi per il lavoro fatto in Assindustria Venetocentro: ha sostenuto con pacatezza la collaborazione tra mondo Industriale, le Associazioni, la Cooperazione ed i Consorzi di Tutela a vantaggio dell’intera filiera produttiva - dichiara il Presidente del Gruppo Vinicolo Distillati e Liquori di Assindustria Venetocentro, Armando Serena -. Dopo essere entrato meglio nelle dinamiche dell’Associazione, vorrei irrobustire la collaborazione già avviata con il Gruppo Alimentare (oggi abbiamo con noi il Presidente Giovanni Taliana) e, possibilmente, con il Gruppo Turismo per dare valore non solo ai prodotti ma all’intero Italian Life Style. In questo Unesco e Olimpiadi invernali di sicuro ci favoriranno. Mi piacerebbe inoltre anche esplorare la disponibilità dei gruppi spumantistici stranieri che hanno investito nel mondo Prosecco ad eventuali azioni comuni a livello Ue».

Grappa e Prosecco

Guardando alle specificità dei distillati, Stefano Bottega ha rimarcato la centralità del prodotto veneto per eccellenza, la grappa: «Quando le colline di Conegliano Valdobbiadene sono state riconosciute dall’Unesco parte del Patrimonio dell’Umanità, si è ovviamente parlato molto di Prosecco. Anche la grappa ha origine dallo stesso humus ambientale e da una tradizione contadina plurisecolare, in Veneto e in altre regioni italiane». Ha aggiunto alcune considerazioni anche sulle procedure amministrative per i produttori: «La legislazione italiana sulla produzione di alcolici - ha detto Bottega - è giustamente severa. Tuttavia, il rigore fine a se stesso può essere causa di procedure farraginose e di un conseguente aggravio di costi rispetto a paesi con normative ugualmente severe ma più agili. Vi è ad esempio l’obbligo che un funzionario dell’Agenzia delle Dogane sia presente in azienda ogni volta che occorre movimentare la grappa, (per spostarla dalla distilleria al reparto di filtro e di riduzione del grado e infine all’imbottigliamento) e quando non è possibile si ritardano tutti i processi di lavorazione. Potrebbe bastare, se non l’autocertificazione, un controllo costante delle masse movimentate e delle verifiche a campione». «Con l’innovazione tecnologica - ha concluso - la qualità è migliorata, rispettando la tipicità, potendo distillare a temperature più basse, che mantengono al meglio la carica organolettica dell’uva d’origine. E l’utilizzo della colonna demetilante permette di eliminare quasi completamente gli eventuali residui di alcol metilico, per un prodotto di qualità da apprezzare bevendo poco ma bene».

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