Voucher, Coldiretti Padova: "Non sia sempre l'agricoltura a pagare per colpe di altri"

Il presidente Federico Miotto chiede di individuare subito uno strumento ad hoc per le specificità del settore primario

Federico Miotto, presidente Coldiretti Padova

Alla notizia dell'abolizione dei voucher, l'associazione Coldiretti Padova chiede una soluzione alternativa dedicata al mondo dell'agricoltura.

COLPE DI ALTRI. “Non vogliamo che l’agricoltura sia costretta a pagare per le colpe di altri. I voucher sono stati snaturati da un uso distorto che ha fatto perdere di vista la funzione primaria, vale a dire retribuire il lavoro occasionale e stagionale svolto da giovani studenti, pensionati, cassa integrati. Adesso ci aspettiamo al più presto una soluzione alternativa”. Federico Miotto, presidente di Coldiretti Padova, alla notizia dell’abolizione dei voucher chiede di riempire al più presto il “vuoto” che si viene a creare dopo nove anni dall’introduzione di questo strumento.

STRUMENTO AD HOC. “Occorre individuare immediatamente uno strumento ad hoc - aggiunge Miotto - che sostituisca i voucher e che tenga conto delle specifiche caratteristiche di stagionalità dell’agricoltura come avviene in tutti Paesi dell’Unione Europea. L’agricoltura nell’attività di preparazione dei terreni, di semine e trapianto di raccolta di ortaggi, frutta e uva è condizionata dagli andamenti climatici sempre più imprevedibili ed ha bisogno di strumenti che tengano conto di queste caratteristiche”.

TREND IN CALO. A Padova nel 2016 sono stati utilizzati poco meno di 14 mila voucher dei circa 224 mila venduti nel Veneto, confermando un trend in calo e il fatto che l’agricoltura ne ha sempre usati solo una minima parte, indispensabile però per coprire il lavoro stagionale e garantire una fonte di guadagno a studenti, cassa integrati e pensionati, impiegati esclusivamente in attività stagionali che in agricoltura ne sono gli unici possibili beneficiari. A differenza degli altri settori l’utilizzo dei voucher in agricoltura è rimasto pressochè stabile e ha aiutato ad avvicinare al mondo dell’agricoltura giovani studenti e a mantenere attivi molti anziani pensionati nelle campagne.

UN ERRORE. “Si perde uno strumento - conclude Miotto - che ha consentito nel tempo di coniugare gli interessi dell’impresa agricola per il basso livello di burocrazia con la domanda di lavoro di giovani studenti e pensionati in cerca di un reddito occasionale da percepire in forma corretta. Adesso sarebbe un grave errore tornare indietro”.

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