La tua bicicletta ha un’anima? Cortometraggio a due ruote

È tutto pronto, o quasi, per il primo ciak, quello che darà il via alla preparazione del cortometraggio "Questa non è una bicicletta", nato e prodotto in terra padovana. Una produzione che ha già ottenuto il patrocinio di FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) Onlus e Regione Veneto, e che si sta diffondendo tra gli appassionati delle due ruote di tutto il mondo

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

In contemporanea prosegue l'originale campagna di crowdfunding lanciata, che ha già raggiunto le capitali bike-friendly europee da Londra a Berlino, passando per Amsterdam, Copenaghen e Bruxelles. Ma ora tocca proprio a Padova fare la sua parte ed è così che l' "Associazione Corti a Ponte", organizzatrice dell'omonimo festival internazionale di cortometraggi e produttrice del film assieme a The Mads Studio, ha deciso di coinvolgere i cittadini e le imprese di Padova invitandole a sostenere un progetto cinematografico che racconta la quotidianità, le suggestioni e le atmosfere del territorio attraverso un mezzo semplice e familiare come la bicicletta.

La campagna di crowdfunding in corso, disponibile sul portale Indiegogo all'indirizzo http://igg.me/at/questanoneunabicicletta, si chiuderà venerdì 19 settembre 2014. Ognuno può fare la propria parte, padovano o no, e sostenere la produzione di "Questa non è una bicicletta" dando anche un piccolo contributo alla copertura dei costi di realizzazione del cortometraggio.

Inoltre tutti gli amanti della bicicletta e del cinema potranno seguire da vicino l'evoluzione della produzione cinematografica attraverso la pagina Facebookappositamente aperta.

"Questa non è una bicicletta" è un progetto che trova in Padova una location ideale: è effettivamente la città delle biciclette per eccellenza con al suo attivo chilometri di piste ciclabili, un sistema di bike-sharing di standard europeo, e una mobilità giornaliera di oltre 20.000 bici.

Non è un caso, allora, che temi come la mobilità sostenibile e la vita universitaria vengano raccontati, in modo leggero, fresco e ritmato, nel divertente cortometraggio che presenta una straordinaria storia di tutti i giorni, offrendo spunti interessanti su argomenti importanti fino ad oggi affrontati solo da quelle città europee tradizionalmente più legate alla cultura delle due ruote.

Il tutto avviene attraverso una bici alquanto speciale, frutto dell'estro e della creatività di Mariachiara Manci, vincitrice del V° premio internazionale per la sceneggiatura "Mattador" nella sezione "Corto 86".

Dall'immagine di un intimo rapporto, di un legame speciale tra proprietario e bicicletta, nasce questo lavoro che indaga, in modo curioso e spiritoso, sul mondo degli universitari e dei ciclisti di Padova, raccontando in maniera ironica e sorprendete usi e costumi di una città sempre sui pedali.

Il cortometraggio è diretto da Martina Acazi, filmmaker formatasi alla Wildlife Film Academy in Sud Africa, e prende le mosse dalla storia curiosa e surreale di Silvia, studentessa universitaria che, insospettita da strani avvenimenti, inizia a pensare che la sua bicicletta potrebbe avere un'anima.

La corsa, o meglio lo scatto sui pedali, è ormai agli sgoccioli e il raggiungimento del budget stabilito sarà il traguardo indispensabile da tagliare per mettere le ali ad un progetto pensato e costruito da una giovane e promettente équipe.

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