Cinema e satanismo: incontri e film all'arena romana

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

 Il Grande Cinema all'aperto della Promovies che per tutta l'estate ha presentato nel suggestivo spazio dell'Arena Romana di Padova i film più importanti della stagione propone adesso tra queste ultime proiezioni di fine estate una interessante anteprima cinematografica accompagnata da un incontro con gli autori.

Il film è di quelli che fanno discutere perché il tema è scottante quanto mai riguardando le sette segrete ed il satanismo ed una caso giudiziario che fece molto scalpore in Italia e nel mondo, quello de "Le Bestie di Satana". La serata si terrà il prossimo giovedì 11 settembre con inizio alle ore 21,15 (ingresso da Piazza Eremitani). In programma il film "In Nomine Satan" del regista romano Emanuele Cerman, alla sua prima regia.

La proiezione sarà introdotta dall'incontro con il pubblico con il regista Emanuele Cerman Cerquiglini, Paolo Franceschetti, avvocato, docente, ricercatore di fama nel campo esoterico e delle società segrete e dei delitti rituali e legale degli ergastolani del caso "Bestie di Satana" che parlerà di alcuni fatti inquietanti trascurati in quel processo, Gennaro Romagnoli, psicoterapeuta che risiede a Padova studioso e autore de "La manipolazione mentale".

Raccontare un caso come quello delle Bestie di Satana, al cinema, è sicuramente un azzardo. Azzardo dovuto, principalmente, al carattere recente del caso, all'enorme attenzione mediatica che questo ha suscitato, all'inusitata violenza dei fatti. Al di là del (morboso) appeal giornalistico che una vicenda del genere possiede, e dell'infinità di ricostruzioni che ha generato, produrre un'opera di fiction ispirata ad essa significa avventurarsi su un terreno minato. Più ancora se, come nel caso dell'esordio di Emanuele Cerman, l'approccio scelto è quello di una ricostruzione che suscita dubbi, dissemina interrogativi, propone percorsi di lettura alternativi al caso. Quest'ultimo, lo ricordiamo, consiste negli eventi (accertati) di tre omicidi e un suicidio indotto, verificatisi nella provincia di Varese tra la fine degli anni '90 e l'inizio del decennio successivo; di essi, è stata considerata responsabile un'organizzazione satanista, dedita all'abuso di droghe, guidata da due giovani, Nicola Sapone e Paolo Leoni. La violenza dei crimini, e la giovane età delle persone coinvolte, provocò un'enorme eco mediatica, al punto che l'inglese BBC definì gli omicidi "tra i più scioccanti della storia d'Italia del dopoguerra".

Ma il film è un'opera di fiction, non si presenta assolutamente come il resoconto documentaristico del processo e anzi, ha il merito, di andare oltre il caso per raccontarci in fondo un'altra storia dove non mancano le sorprese ed i colpi di scena.

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