Brunori SAS in Sala dei Giganti per parlare di mafie e musica con la rassegna “LiberArti"

Il cantautore calabrese inaugura, il 14 marzo, la kermesse organizzata dall'associazione Libera con un'intervista-concerto che affascina le oltre quattrocento persone presenti

Brunori SAS in Sala dei Giganti a Padova

Grande successo per la prima serata organizzata da Libera - presidio Silvia Ruotolo nell'ambito della rassegna “LiberArti, cento passi verso il 21 marzo”. Per inaugurare il calendario delle attività in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, martedì 14 marzo, è stato scelto il cantautore calabrese Dario Brunori, in arte Brunori SAS.

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SOLD OUT. Dopo il boom di prenotazioni, in una Sala dei Giganti gremita da più di quattrocento persone, in particolare giovani e universitari, è andato in scena un concerto-spettacolo in cui si sono alternati momenti di riflessione ed esibizioni live. La serata, trasmessa in diretta su RadioBue, ha preso il via con la toccante lettura del monologo di Giulio Cavalli “Chiamando la Mafia per nome, Pio La Torre”, a cui è seguito il primo brano al pianoforte, “Don Abbondio”.

IL PUBBLICO PROTAGONISTA. La trascinante simpatia di Dario Brunori, sottile e a tratti irriverente, conquista il pubblico, coinvolto direttamente nello scambio di battute con il cantautore. I temi più impegnati si mescolano a digressioni sulla vita personale dell'artista, andando a toccare le tematiche al cuore del suo nuovo disco ma anche i suoi ricordi di bambino e di studente.

BRUNORI E L'UNIVERISTÀParticolarmente forte è proprio l'attaccamento di Dario agli universitari, la parte più consistente e duratura del suo pubblico, ai quali è dedicato il tour “All'università tutto bene” che lo porta in vari atenei italiani e si svolge in contemporanea con “A casa tutto bene tour”, il ciclo di eventi per promuovere il suo ultimo lavoro discografico.

"A CASA TUTTO BENE". Si tratta, come afferma il cantautore, di un disco legato alle paure, che vengono affrontate con ironia per trovare una relazione matura con la realtà. Relazione che nasce grazie al confronto con nuovi stimoli, da autori quali Badieu o Baumann alle serie TV (la sua preferita è “Black Mirror”), per scoprire una motivazione che gli studi di economia non erano riusciti a trasmettergli.

MUSICA, POLITICA E SOCIETÁ. I momenti di discussione sono alternati da “Canzone contro la paura” e “La verità” eseguite alla chitarra e dagli interventi del pubblico, a cui Dario Brunori non si sottrae, creando un clima di leggerezza che mette gli ospiti a proprio agio. Si discute di politica, della sua distanza rispetto alla retorica militante e delle ingiustificate paure prodotte dalla società odierna, che si legano all'esecuzione de “L'uomo nero”.

AUTOGRAFI E PAURA DEGLI SQUALI. Con l'usuale taglio ironico ma deciso, Brunori parla anche di mafia, associando la alla paura degli squali, che suscitano terrore anche senza essere visti, e ricorda quanto lo abbiano toccato i tragici fatti del '92. “Secondo me” conclude la scaletta musicale e, in chiusura, l'autore autografa scherzosamente una poltrona della sala prima di terminare con un selfie di gruppo in compagnia del pubblico.

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