A Padova il meeting dell'Associazione contro le discriminazioni

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

A Padova la direzione nazionale dell'Anddos: la più grande associazione Lgbti contro le discriminazioni, con ben 170mila iscritti in tutta Italia, è riunita questa settimana presso l'Hotel Biri in un meeting tecnico ed organizzativo in vista dei tanti impegni programmati nel 2016. Nata nel 2012 senza fini di lucro, dall'iniziativa di numerosi circoli ed associazioni su tutto il territorio italiano, in meno di quattro anni di attività ha fatto registrare un'impennata di iscrizioni nei suoi oltre settanta circoli, frutto di un lavoro attento e certosino alla base di tutto il consiglio direttivo per l'affermazione della comunità Lgbti nella società.

Tanti, infatti gli ordini del giorno che vedrà impegnato l'ufficio di presidenza: analisi della situazione rispetto all’esito della votazione della legge sulle unioni civili in Senato, campagna informativa sul valore aggiunto della tessera, campagna di prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili e test salivari, utilizzo dell’app OnePass e nuove convenzioni per gli associati, presentazione di un documento informativo per i Circoli che indichi le procedure da adottare in varie situazioni nei rapporti tra il circolo sia col Nazionale che con gli associati, discussione ed approvazione consuntivo 2015-2016.

foto - i membri dell'ufficio presidenza ANDDOS-2

Particolare attenzione verrà rivolta a tutte le forme di discriminazione come è da sempre nella politica dell'Anddos: “Il nostro impegno quotidiano è quello contro ogni forma di discriminazione per affermare diritti e libertà della comunità Lgbti, la cui realizzazione passa necessariamente per la lotta ai pregiudizi ed al razzismo diffusi nella società. In un momento in cui l’immigrazione si pone come fenomeno sempre più pressante nel nostro Paese – sottolinea il presidente nazionale Mario Marco Canale - la nostra posizione, proprio a tutela dei diritti anche degli stranieri appartenenti alla nostra comunità, deve essere chiara e inequivocabile”.

“Occorre educare per abbattere il pericoloso muro dei pregiudizi – rimarca il vice presidente Massimo Florio - occorre insegnare ai giovani, che saranno gli adulti di domani, il rispetto della diversità, attraverso l'educazione all'integrazione. La cultura e l'educazione sono strumenti validi nella lotta contro razzismo, xenofobia, discriminazioni, omofobia”.

Nell'occasione verrà affrontata ed analizzata anche la scorretta informazione di alcuni organi di stampa sulla natura e la mission dei circoli, inerente l'omicidio del giovane Luca Varani.

“Nella giornata di giovedì scorso – spiega l'avvocato Antonio Bubici - abbiamo consegnato ufficialmente una lettera con le nostre istanze di protesta presso la sede romana del quotidiano “Il Messaggero”, a seguito dell’articolo di Marco Pasqua “Omicidio a Roma, viaggio nelle dark room frequentate dai killer”, articolo che giudichiamo infamante, offensivo e diffamatorio nei confronti dei nostri oltre 170mila iscritti, dei nostri circoli e della realtà Lgbti romana, riservandoci adesso ogni azione legale nei confronti del quotidiano”.

Marco Tosarello

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