«Meno tachipirina, più rock’n’roll», esce “Seventeen Queen” il nuovo singolo dei Bloody Millionaire

Il nuovo lavoro della formazione indie padovana che vuole «tornare ad essere “garage band” con brani più intuitivi, immediati, brevi. Poi verso settembre ci sarà una sorpresa...»

Bloody Millionaire

Istintivo, immediato, sincero. È “Seventeen Queen”, il ritorno sulle scene dei Bloody Millionaire: un ritorno a un sound minimale, “dalla forte matrice rock’n’roll” conosciuta e apprezzata dalla band ma che allo stesso tempo fa intravedere nuove direzioni che il quintetto padovano potrebbe intraprendere in questa nuova fase che segue l’EP ‘Stillness in Bloom’ uscito appena un anno fa.

Novità

Gli anni ‘90 a Manchester, i primi 2000 a New York, qualche granello del Rancho de La Luna (QOTSA) e un po’ di nostalgia. Un riff deciso, manifesto chiaro ed evidente dei Bloody Millionaire, ascoltabile anche nel nuovo video diretto da Motterom. Il singolo è stato registrato da Michele Scatena agli Hotfarm Studios di Mussolente (VI).

Il nostro schiaffo rock

«In un periodo in cui l’indie italiano è diventato un ibrido che prende il peggio dal pop e dal cantautorato – spiega la formazione padovana – prendiamo le distanze non solo come band ma soprattutto come ascoltatori. ‘Seventeen Queen’ è il nostro schiaffo rock con cui vogliamo far sapere a tutti cosa ci piace suonare e far conoscere la nostra ragion d’essere. Meno tachipirina, più rock’n’roll!».

Il gruppo

I Bloody Millionaire nascono nel 2015 a Padova. Grazie a ‘Marble Dust’, disco d’esordio autoprodotto e uscito per Indiemood nel 2016, la band ha l’opportunità di esibirsi nei più importanti palchi dell’underground veneto. Nel 2017 la band registra cinque inediti al Teatro delle Voci di Treviso. Nasce così sotto la guida di Edoardo Pellizzari (Universal Sex Arena) l’EP “Stillness in Bloom” uscito per Sorry Mom! a febbraio 2018. I Bloody Millionaire sono Giovanni Vettore, Filippo Stocco, Stefano Longo, Daniele Zabeo ed Enrico Moro.

L’intervista

La pubblicazione di ‘Seventeen Queen’ corrisponde al vostro ritorno sulle scene. Da che punto siete ripartiti?

In realtà si può dire che non ci siamo mai fermati! Già durante il tour promozionale di “Stillness in Bloom” abbiamo iniziato a scrivere qualche brano senza pensarci troppo. Seventeen Queen è nata da un riff ed è stata arrangiata, finita e impacchettata in un paio d’ore: penso che dopo l’esperienza molto strutturata – anche in studio – di “Stillness In Bloom” avessimo bisogno di tornare ad essere “garage band” con brani più intuitivi, immediati, brevi.

Il nuovo singolo è un pugno in faccia alla scena Indie italiana. Cosa non vi convince?

Onestamente? Quasi tutto. E poi possiamo ancora definirla “indie”? Sulla musica non ci discutiamo, le produzioni sono spesso anche serie ma i nostri gusti non combaciano, troppo revival semplicistico…quello che proprio non ci piace è l’atteggiamento da grandi scrittori/parolieri portavoce della loro (e nostra) generazione. Non vogliamo però passare per gli esterofili di turno, ci sono molti artisti italiani che stimiamo e apprezziamo. Il disco d’esordio degli I Hate My Village ad esempio è una cannonata!

Tornando al singolo, dove invece siete diretti? Cosa avete in mente per questo 2019?

Quest’anno siamo tutti un po’ più impegnati, è sempre più difficile dedicare tutto il tempo che vorremmo ai live e a scrivere cose nuove contemporaneamente, però quest’anno stiamo lavorando a tantissimo nuovo materiale. Poi verso settembre ci sarà una sorpresa...

Avete seguito il Festival di Sanremo? In che modo gli artisti risultati vincitori rispecchiano i gusti di ascoltatori e spettatori?

Purtroppo anche se non l’abbiamo seguito direttamente è un evento talmente risonante che ci troviamo sempre a commentarlo. Non avevamo la minima idea di chi fossero l’80% degli artisti in gara, però credevamo che per esibirsi a certi livelli fosse necessario almeno essere intonati, invece neanche quello…Ci ha fatto sorridere il brano di Achille Lauro e le relative polemiche emerse. Il suo è di fatto il brano più discusso ma che sta avendo più successo degli altri…e poi è un brano rock’n’roll.

È forte nei vostri testi e nella vostra attitudine la matrice del Rock Pop inglese. Cosa vi colpisce di questo genere? È ancora così attuale?

Per capire le ragioni della bellezza della musica inglese bisogna comprendere gli inglesi: sono liberi, ironici e poco politically correct. Aggiungici un po’ di arroganza da ex potenza coloniale e un amore sconfinato per il gin tonic e hai il mix perfetto per una serata di musica live. Sulla seconda domanda non abbiamo dubbi: negli ultimi anni si è un po’ perso ma credo che già da quest’anno vedremo un bel po’ di band che cavalcano il genere, sentiamo un’aria di ritorno!

Musica e territorio: siete insieme dal 2015, quale è stato il vostro percorso e quali luoghi frequentate?

Il progetto nasce inizialmente come test per miscelare diverse esperienze: tutti noi provenivamo da progetti musicali molto differenti, alcuni dei quali ancora in attivo. Son stati quattro anni di ricerca dove ci siamo continuamente messi in gioco sia da un punto di vista compositivo che di comunicazione e autopromozione. Oltre alla sale prove più lercia del Triveneto bazzichiamo nei live club, i pub old school che propongo musica indipendente e qualsiasi evento che supporti la scena underground locale e crei aggregazione. Vogliamo inoltre spezzare un lancia in favore di Padova: averne di città con così tanto fermento musicale e spazi per le band indipendenti.

Musica e comunicazione, musica è comunicazione. Perché lo strumento video è importante per la visibilità di una band emergente?

Il video per una band emergente è il “razzo di segnalazione”, sta al pubblico poi l’eventuale fase di ricerca. È impensabile rilasciare del materiale senza essere supportati da un adeguato video.

Qual è, come band, il vostro sogno?

La pace dei Gallagher, per aprire poi un loro concerto. Nel frattempo stiamo lavorando per un grigliata barbecue con Dave Grohl &co.

Dettagli del singolo

“Seventeen Queen” è il loro ritorno alla musica nel 2019, un anno che riserverà nuove sorprese sonore.
01. Seventeen Queen
Seventeen Queen – Bloody Millionaire
Registrato da Michele Scatena agli Hotfarm Studios di Mussolente (VI).
Video diretto e prodotto da Motterom, Montebelluna (TV).
www.facebook.com/bloodymillionaire
www.instagram.com/bloody_millionaire

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