Ida Harm ad Arte Padova espone "Quiescienza", trilogia di una silenziosa rinascita

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Dal 16 al 19 novembre nell'ambito di Arte di Padova, l’artista Ida Harm esporrà "Quiescienza", una trilogia composta da una foto, un’installazione e un neon.
16-19 novembre, Arte Padova - Padiglione 7, Stand 174 (Studio Ida Harm)

L'opera

Un’opera che trasforma in arte i resti di 6mila alberi caduti lungo il litorale adriatico nel disastro ambientale del 2017 per annunciare un messaggio di rinascita e profonda speranza. Un tumulo, un bambino in posizione fetale, una parola - Quiescienza -, così poco sentita e pronunciata.
Un titolo che trae ispirazione dalla capacità del mondo vegetale di attendere in uno stato metabolico dormiente il momento più adatto per rinascere a vita nuova. È con Madre Terra che Ida Harm dialoga attraverso la sua “trilogia concettuale”: una foto, un’istallazione e un neon che vogliono superare la componente estetica dell’opera e fondare un’arte su un pensiero orientato al futuro. Dal bosco arcadico a un sentiero di conoscenza intimo e personale.

Abituati a foglie, rami e alberi archetipici, alla Fiera di Padova i collezionisti ed estimatori di Ida Harm si confronteranno con qualcosa di diverso. Il tumulo posto sotto la scritta "Quiescienza" pone lo spettatore di fronte a una sepoltura concreta, quella di 6mila alberi di un’isola del Delta del Po, visti cadere dall’artista in pochi minuti il pomeriggio del 10 agosto 2017, in coincidenza con il tornado abbattutosi quel giorno su tutto il litorale Adriatico.
I giorni seguenti al disastro ambientale pini marittimi, pioppi e robinie non hanno potuto che condividere la medesima fine: prima accatastati a formare muri alti otto metri sulla discarica locale, poi triturati e ridotti a truciolato. Un anno di “quiescenza”, una lenta incubazione ed elaborazione di pensieri.
È questo il tempo impiegato da Ida Harm per decidere nell’agosto del 2018 di raccogliere quei trucioli e ricostituire il loro ricordo con un’opera che andasse oltre la storia locale, ma che permettesse ad artista e spettatore di sentirsi parte di una forza rigeneratrice più grande, una potenza capace di aiutare una piccola vita a rinascere da sotto la terra.

Intitolata anche "Autoritratto", il suo lavoro svela un parallelismo fra la germinazione della natura e della coscienza: «È un’opera» conferma Ida Harm «che spinge a pensare a visioni catastrofiche, ma nasconde in sé un germe di speranza, silenziosa e ben radicata. La quiescienza però è anche metafora del vivere umano. Come i semi riposano per molto tempo prima di ancorare le proprie radici al terreno, così ci sono periodi della nostra esistenza in cui le forze vitali e spirituali ci appaiono sopite fino a quando un evento, un qualcosa o un qualcuno non ci risveglia».

Curriculum

Ida Harm inizia il percorso artistico dopo vari soggiorni e viaggi all'estero fra nord Africa, sud America e nord Europa. Inizia a Padova dapprima con la fotografia, frequentando il Gruppo fotografico Antenore e il Gruppo Mignon, e poi arriva alla pittura dove apprende l'uso di tecniche pittoriche naturali e antiche. Espone da quasi vent'anni in fiere d'arte contemporanea in musei, gallerie d'arte e spazi istituzionali. Vive e lavora a Padova.
www.idaharm.com

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