Jovanotti da record: sei date sold out all'Arena di Verona aspettando la data di Padova

Uno spettacolo tutto nuovo, con una scenografia creata da Giò Forma e una scaletta fittissima. E poi Lorenzo, che in questo tour si trasforma in un moderno Don Chisciotte

"Lorenzo Live 2018", a più di tre mesi dalla prima data a Verona, ha già registrato il sold out per tutte le sei serate previste all’Arena. 72mila persone hanno già acquistato il biglietto e hanno sancito il tutto esaurito all’anfiteatro romano.

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La tappa a Padova

Con quaranta concerti sold out già annunciati, per il pubblico di Veneto, Friuli e Alto Adige restano disponibili biglietti per la data del 13 giugno a Padova. "Lorenzo live 2018" è una grande festa, il più incredibile di tutti i concerti di Lorenzo e per questo è ambientato nel salone delle feste che nascerà con l’arrivo dello show in ogni palazzetto.

Il "salone delle feste" sul palco

“É iniziato tutto da una pagina di Don Chisciotte, poi è arrivato il lampadario e ho visto lo spettacolo che volevo fare. Cercavo un punto di partenza, un’immagine, una suggestione. In questi casi divento un cacciatore, sto in agguato in cerca di cose che attirino la mia attenzione in modo speciale e soprattutto irrazionale, come un bimbo in gita", afferma Jovanotti. Lo spettacolo comincia appena si entra nel "palazzo": tredici grandi lampadari trasformano lo spazio in un vero e proprio salone delle feste. Ideati da Lorenzo e progettati da Claudio Santucci di Giò Forma, ogni lampadario ha 370 centimetri di diametro, 200 metri lineari di pendagli di vero cristallo e 120 macchine laser ciascuno.

Scenario ad hoc

“Nel salone della casa dove abbiamo montato lo studio per registrare il disco c’era un grande lampadario di cristallo e mentre cantavo lo avevo sopra la testa, così ho pensato che fosse un segno e che in qualche modo avrei voluto portarlo in tour. Trasformare il palasport in una “ballroom”, un salone delle feste, modificare la percezione del luogo. Ne ho parlato con Giò Forma e loro hanno progettato questi lampadari che sovrastano il pubblico, lo scaldano, lo accolgono, le emozionano e durante il concerto si trasformano da oggetti classici in macchine da discoteca, astronavi, ufo, sparalaser, dischi volanti di luna park, lampioni di città”, prosegue il cantante.

Jova e Don Chisciotte tra animazioni e teatro passando per Miguel Bosè

Lo show si apre con un’opera realizzata da Manuele Fior, uno dei più grandi fumettisti italiani alle prese con la sua prima animazione, che per la prima volta collabora ad uno spettacolo. Partendo dall’idea di Lorenzo ha scritto e realizzato un cartone introduttivo con protagonista il Jova/Don Chisciotte. Tre minuti di immagini travolgenti che introducono l’adattamento teatrale di Corrado D’Elia recitato in spagnolo dalla magica voce di Miguel Bosé. “Sono sempre stato affascinato dal personaggio inventato da Cervantes, uno dei miti fondamentali della nostra storia. Era uscita una nuova traduzione di Don Chisciotte e leggendola ho scoperto che il cavaliere nel romanzo ha la mia età di oggi, è sulla cinquantina. È bastato questo futile motivo a farmi scattare sull’attenti e farmi pensare a lui come allo spirito guida dello spettacolo, una sorta di sottotesto. Poi mi è capitato sottomano il testo che Corrado D’Elia ha scritto per il suo adattamento teatrale dell’opera di Cervantes e le cose si sono messa in fila nella mia testa. Avevo l’inizio del concerto, e tutto poteva partire da lì. Ho chiesto infine a Miguel se gli andava di essere lui la voce del cavaliere errante e Bosé ha accettato ed è stato fantastico!”, afferma entusiasta.

La band

Il precedente tour si chiudeva con “Ti porto via con me”, il brano che questa volta apre la scaletta, per riprendere il discorso da dove ci si era lasciati e iniziare lo show più tirato e avventuroso che Lorenzo abbia mai pensato. In scena con Jovanotti: Saturnino (basso) Riccardo Onori (chitarra) Cristian Rigano (tastiere e synt) Franco Santarnecchi (piano e fisarmonica) Gareth Brown (batteria) Leo di Angilla (percussioni), Gianluca Petrella (Trombone) , Jordan MC Lean (tromba),  Matthew Bauder (Sax). “Il cuore di tutto è la band, la musica naturalmente, le mie canzoni in questa sequenza pensata come un unico flusso in tre atti (più i bis). Non ho mai avuto una band in stato di grazia come stavolta, con una grande nuova sezione fiati e i miei musicisti collaboratori di sempre ancora più a fuoco. Chiedo molto alla mia band perché in questo concerto le atmosfere cambiano di continuo e per un musicista si tratta di spingere sempre al massimo e sempre in modo diverso. La spina dorsale dello show è la musica e il viaggio di passare dalle atmosfere acustiche alll’hip hop al dancehall alla disco al rock’n’roll senza fermarsi mai. Rispetto ai miei show degli ultimi dieci anni qui c’è un cambio di direzione verso un’idea più decostruita del concerto, più libera da qualsiasi schema, è un tour all’insegna della mia idea di rock’n’roll show”.

La scaletta

La scaletta è tiratissima: si balla dall’inizio alla fine. Trenta canzoni, una scaletta di hit imperdibili, con al centro un momento dj set di Lorenzo in consolle che ne raggruppa un’altra decina che cambieranno ogni sera. Da L’ombelico, con quei ballerini gonfiabili colorati in mezzo alla gente a Ciao mamma, passando per Sbam!Fame e Le canzoni; da L’estate addosso a Safari, da Tutto l’amore che ho a Il più grande spettacolo dopo il Big Bang, la scaletta è una sequenza di singoli da lasciare senza fiato. Una breve parentesi con Mi fido di te, Sbagliato, Baciami ancora, Chiaro di luna rappresenta la parte più acustica dello show. Il live chiude con Viva la libertà, tratta dall’ultimo album "Oh, vita!" prodotto da Rick Rubin che ha già superato le 120mila copie. Un mantra, quasi una canzone per bambini che resta nelle orecchie e accompagna il pubblico alla fine della festa.

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