Libera contro le mafie: settimana del presidio "Silvia Rutolo" a Padova

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Dal 14 al 21 marzo il presidio "Silvia Ruotolo" torna a parlare a Padova di mafie e illegalità, con una squadra tutta under 30 firmata Libera contro le mafie.
Sono passati ormai più di vent'anni dalla fondazione di Libera contro le mafie, "associazione di associazioni" volta a rispondere alle ondate di violenza e degrado generati dalla criminalità organizzata. Dal 1996 in poi il 21 marzo è per tutti i membri di questa grande famiglia la giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti di tutte le mafie. Perché sono più di 900 e ognuna era una vita e aveva una storia.
Partner e supporter di questa iniziativa sono innanzitutto l’università degli studi di Padova - che ha promosso il progetto del presidio all’interno del bando per le iniziative culturali degli studenti - e l’amministrazione comunale - Assessorato alla cultura - che ha aperto i propri luoghi a Libera per celebrare questa importante settimana e renderla accessibile a tutti. Quest'anno il giovane presidio intitolato alla vittima innocente di camorra Silvia Ruotolo (fondato nel 2010 da alcuni studenti universitari) torna a celebrare tale giorno simbolico con una settimana dedicata al tema della legalità. "Un programma ricco di eventi e spunti di riflessione per la cittadinanza, che abbiamo supportato con slancio e partecipazione", ricorda Matteo Cavatton, assessore alla cultura del comune di Padova.
I lavori del presidio Silvia Ruotolo cominciano già nel fine settimana del 12 e 13 marzo, durante il quale sarà possibile trovare per la città delle "piste" per ricordare le vittime innocenti delle mafie, le protagoniste di questa memoria, attraverso la nuova tecnologia del QR code. Tramite le app disponibili gratuitamente sui diversi smartphone, è possibile infatti inquadrare con la propria fotocamera il codice riportato che reindirizza ad una singola biografia di una vittima innocente. Un’idea fresca e innovativa per permettere alle persone di riscoprire ogni singola persona che ha perso la vita contro le mafie, senza trascurare le meno celebri o fermarsi a informazioni non riconosciute. Per Libera infatti ogni vittima innocente della criminalità organizzata ha pari dignità e bisogno di essere raccontata: circa 900 quelle di cui sappiamo l’identità, tante altre di cui la storia è andata persa. "Ci sono vedove, figli senza padri, madri e fratelli. Ci sono i parenti delle vittime conosciute, quelle il cui nome richiama subito un'emozione forte. E ci sono i familiari delle vittime il cui nome dice poco o nulla. Per questo motivo è un dovere civile ricordarli tutti. Per ricordarci sempre che a quei nomi e alle loro famiglie dobbiamo la dignità dell'Italia intera".

IL PROGRAMMA

Lunedì 14 marzo alle ore 16 gli studenti e tutti gli abitanti di Padova sono invitati a sintonizzarsi su RadioBue.it, il portale streaming ufficiale dell’università gestito da studenti ed ex alunni che per l’occasione si sposta a Campolongo Maggiore, dove in via Fermi è situata la casa un tempo appartenente a Felice Maniero, leader indiscusso della Mala del Brenta. Oggi però quella villa racconta una storia diversa: confiscata nel 2001, dal 2008 è stata resa disponibile ad un riutilizzo sociale secondo la famosa legge n. 109/96 di cui Libera si fece promotrice raccogliendo oltre un milione di firme per portarla in parlamento. La villa di Campolongo è sede di Affari Puliti, associazione che ha creato un co-working e aperto le porte, grazie alla regione Veneto, ad un efficiente laboratorio di stampe 3D per le giovani innovazioni. D’estate, la villa e l’ampia zona verde esterna (il "giardino della legalità") diventano la base operativa per il campo di "E!State Liberi" di cui è organizzatrice il MoVi Veneto e responsabile Lorenzo Capalbo: una settimana di volontariato e formazione per i ragazzi che aderiscono per un’esperienza unica nel suo genere.
Nel pomeriggio del 14 marzo, RadioBue, media-partner dell’iniziativa, Affari Puliti e Libera ospitano diversi esponenti del sociale in Veneto per aprire i lavori, raccontando il lavoro quotidiano delle tante associazioni del territorio padovano e gli impegni della settimana seguente.
L’inchiesta e il giornalismo investigativo sono invece i protagonisti martedì 15 marzo, presso la sala Anziani di palazzo Moroni. Ospite principale Emilio Casalini, inviato di Report e vincitore nel 2012 del prestigioso premio Ilaria Alpi con "Spazzatour", un lavoro sul traffico internazionale dei rifiuti, e del premio Baldoni nel 2010 con "Iran About" che racconta la vita dei giovani iraniani all’indomani delle elezioni del 2009. Casalini non è solo un importante autore di reportage in Italia, ma anche un ex studente padovano: ha infatti conseguito la laurea nel 1997 presso l’ex facoltà di Scienze politiche e relazioni internazionali in via del Santo. Martedì 15 alle 17.30 terrà quindi una conferenza per raccontare al pubblico il proprio lavoro, tra le difficoltà che i reporter incontrano nel nostro Paese e la necessità di un’informazione mai approssimativa, che sappia indagare i fenomeni di illegalità sistemica e i cambiamenti del tessuto sociale contemporaneo. Durante la conferenza saranno proiettati stralci dei suoi documentari e contributi video sullo "stato di salute" del giornalismo d’inchiesta, disponibili anche grazie alla disponibilità di DIG | Documentari Inchieste Giornalismi, associazione e punta di diamante in Italia per la promozione e la tutela di questo delicato lavoro, che annualmente premia i documentari e i reportage più rivelatori e coraggiosi.
La settimana del presidio Silvia Ruotolo continua il 19 marzo, sabato pomeriggio alle 17.30 presso la loggia della Gran Guardia in piazza dei Signori, per la consueta e simbolica lettura di tutti i nomi delle vittime innocenti: ad essa parteciperanno, tra gli altri, Marco Mascia, professore nel nostro ateneo e direttore del Centro interdipartimentale sui diritti sulla persona e dei popoli e rappresentante per il magnifico rettore Rizzuto, le istituzioni con l’assessorato alla Cultura, oltre agli esponenti delle tantissime associazioni che aderiscono al coordinamento provinciale di Libera contro le mafie. Seguirà un piccolo assaggio a cura della cooperativa padovana Fare il Mappamondo, con il supporto del progetto Mensana che fornisce bicchieri riutilizzabili per ridurre al minimo gli sprechi.
L'Ultimo appuntamento - prima del 21 marzo che è il giorno della manifestazione a Venezia in Campo Santa Margherita -, è domenica 20 marzo in prima serata (h. 21). Il teatro Ruzante in centro città (Riviera Tito Livio, 45) ospita infatti la pièce teatrale "Malabrenta", a cura della compagnia teatro Bresci per la regia e sceneggiatura di Giorgio Sangati. Giacomo Rossetto interpreta con forza straordinaria un ragazzo semplice, semplice "tanto da non avere neanche un nome, un gregario, uno di cui non si ricorderà nessuno. Il suo racconto ricostruisce l’intero percorso dell’organizzazione con gli occhi di chi ha segato sbarre, di chi ha sparato in testa, di chi ha maneggiato lingotti d’oro, di chi è finito in carcere e c’è tuttora. Malabrenta, sia chiaro, è solo un’ipotesi, una storia inventata, ma inventata a metà: tutti i riferimenti a cose e persone potrebbero non essere casuali".
Una settimana da non perdere, aperta a tutti. Perché portare in scena la storia del nostro Paese è davvero il primo passo per tenerla come un monito davanti agli occhi, e prendere, stavolta, la scelta giusta.

INFORMAZIONI
presidio.padova@libera.it telefono 3481148145, sito web www.padovacultura.it

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