A cento anni dalla fine, per non dimenticare: in mostra le opere di Anselmo Bucci sulla Grande Guerra

Ai Musei Civici degli Eremitani a Padova, dal 9 giugno al 16 settembre: la trilogia dell’artista pesarese sul conflitto mondiale del 1915/18

Una trilogia per documentare un conflitto lungo tre anni. Si alza il sipario su “La Grande Guerra attraverso l'opera incisa di Anselmo Bucci”, mostra aperta al pubblico dal 9 giugno al 16 settembre ai Musei Civici agli Eremitani e che verrà inaugurata ufficialmente venerdì 8 giugno alle ore 11.15 in Sala del Romanino

La trilogia

La mostra, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova nell’ambito delle commemorazioni per il centenario della Grande Guerra, presenta il materiale grafico della trilogia realizzata da Anselmo Bucci (1887-1955) per raccontare il primo conflitto mondiale: Croquis du Front italien, in cui documenta la sua esperienza al fronte in qualità di volontario ciclista; Marina a terra, che descrive le vicende del reggimento Marina e le operazioni di guerra nel territorio del Basso Piave e Venezia; Finis Austriae, che testimonia la disgregazione dell’esercito austrongarico dopo l’armistizio di Villa Giusti. Sono inoltre esposte opere del periodo precedente la prima guerra mondiale, in cui l’artista si afferma a Parigi, dove riceve apprezzamenti da critici del calibro di Apollinaire.

La biografia di Anselmo Bucci

Pluripremiato e poliedrico, Bucci, nato a Fossombrone (Pesaro) nel 1887, trascorre un lungo periodo dell’età giovanile in Veneto, prima a Cittadella, poi a Este, compiendo gli studi classici al liceo Foscarini di Venezia, fino al trasferimento a Monza nel 1904. A Parigi dal 1906, nel maggio 1915 decide di rientrare a Milano per partire come volontario ciclista nel Battaglione Lombardo dei Ciclisti e Automobilisti, a fianco di Umberto Boccioni, Filippo Tommaso Marinetti, Antonio Sant’Elia, Carlo Erba, Mario Sironi, Achille Funi e altri artisti ancora. Il 1915 è l'anno dell'affermazione di Bucci in Italia, con le prime personali a Monza e a Milano. Nel 1917 a Genova tiene una grande mostra sul tema della guerra, i cui introiti sono destinati all'acquisto di indumenti di lana per i soldati, e pubblica da D'Alignan una raccolta di 50 puntesecche, Croquis du Front italien, qui esposta.

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“Croquis du front italien”

Buona parte degli intagli è stata riportata sulle lastre di zinco in un periodo di poco successivo all'ideazione (disegni dal vero su carta); in altri casi Bucci dovette intagliare le matrici al momento, come dimostrerebbero i bordi malamente rifilati e l'uso di una punta per incidere il metallo e per creare le barbe di rialzo con ruvidi solchi. Il racconto è spontaneo, caratterizzato da partecipata umanità e privo di retorica e di toni tragici.

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“Marina a terra”

Nel 1918 è in Veneto, dove segue l'avanzata sul Piave e le operazioni della marina a terra. Pubblica da Alfieri e Lacroix Marina a terra, 50 litografie che documentano le vicende del reggimento Marina sul Piave, come si può vedere in mostra. A dare il titolo all’intera raccolta è la tavola che ritrae un lagunare, imponente e monumentale, che pone a scudo il proprio corpo all’avanzata del nemico. Si tratta di una figura spontanea, diretta e per nulla retorica.

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“Finis Austriae”

L'anno successivo si divide tra Francia, Belgio, Olanda e Italia e ha fitti contatti con Milano, dove frequenta il salotto di Margherita Sarfatti e collabora alla rivista “Ardita”, mensile culturale del “Popolo d'Italia” animato dalla stessa Sarfatti. Pubblica le 12 grandi tavole litografiche di Finis Austriae, qui esposte. Le illustrazioni che avrebbero dovuto essere un inno alla vittoria, si concentrano invece sulla disfatta austriaca con la partenza/ritirata dal porto di Pola. Nel 1920 è presente per la prima volta alla Biennale di Venezia, manifestazione cui prende parte fino al 1954, con la sola eccezione dell'edizione del 1952. Dopo la morte, la Biennale gli dedicherà una retrospettiva (1956). Nel 1922 fonda insieme con Sironi, Funi, Dudreville, Malerba, Marussig e Oppi il gruppo del "Novecento", da cui si staccherà nel 1929. A Trieste nel 1925 progetta l'arredo e la decorazione interna di tre piroscafi, che affonderanno sotto i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, durante la quale Bucci viene nominato “pittore di guerra”. Nell'agosto 1943 il suo studio di Milano viene distrutto ed egli si stabilisce presso la casa paterna a Monza, dove muore il 19 novembre 1955. L'anno precedente la Calcografia Nazionale di Roma aveva allestito una mostra antologica della sua opera grafica.

Info e orari

Orario: 9-19, chiuso i lunedì non festivi. Tel. 049 8204551. web info:padovacultura

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