Un "cantiere aperto" per assistere al restauro in diretta: torna nella Bassa la pala del Tiepolo

Inizialmente ospitata nel Duomo di Santa Tecla ad Este, verrà ora portata nella sala delle colonne del Museo Nazionale Atestino per l'ultima fase del restauro

La Pala di Giambattista Tiepolo, dedicata a Santa Tecla

Un ritorno in grande stile: la Pala di Santa Tecla, realizzata da Giambattista Tiepolo e precedentemente conservata nel Duomo di Este, verrà portata nella sala delle colonne del Museo Nazionale Atestino per l'ultima fase del restauro.

La convenzione

Nella giornata di martedì 5 febbraio è stata firmata la Convenzione tra Comune di Este, Polo Museale Regionale del Veneto e Parrocchia di Este per l'uso degli spazi (che saranno concessi dall'8 febbraio al 30 giugno 2019) e le azioni di valorizzazione in occasione dell'esecuzione delle fasi finali del restauro sul telero. I lavori saranno eseguiti in forma di “cantiere aperto”, dando così una straordinaria possibilità al pubblico di vedere direttamente i restauratori al lavoro sul retro del dipinto: un'occasione unica per la rara possibilità di vedere da vicino le delicate operazioni di restauro. Si accederà al cantiere e alla mostra dal 9 marzo 2019 con il biglietto ordinario del Museo e nei giorni di apertura del museo. I gruppi e le scolaresche potranno prenotare le visite guidate. Maggiori dettagli saranno resi pubblici nelle prossime settimane. La visita al cantiere sarà arricchita da idonea pannellistica, mentre in Sala XI - quella che ospita la Madonna di Cima da Conegliano - sarà allestita la mostra “Tiepolo e i protagonisti dell'incisione veneta del '700”. L'esposizione consentirà di fornire ai visitatori nuovi elementi di studio e conoscenza dell'artista. Una mostra inedita e significativa dal punto di vista scientifico, perché riservata a una forma d'arte spesso considerata “minore”, che offrirà un confronto diretto tra il Tiepolo e i suoi contemporanei come Piazzetta, Ricci, Canaletto, Bellotto. Un percorso espositivo che consentirà di rivalutare il Settecento a Este quale grande stagione culturale, i cui protagonisti indiscussi sono stati senza dubbio Antonio Zanchi (1631-1722) e Giambattista Tiepolo (1696-1770), in un viaggio multidisciplinare e multisettoriale tra pittura, incisione, archeologia, storia universale e storia locale.

Le reazioni

Mesi di lavoro, quelli appena trascorsi, che hanno visto il Comune di Este, la Diocesi di Padova e la Parrocchia di Santa Tecla rapportarsi con la Soprintendenza e i restauratori, per riportare a Este il dipinto, dando la possibilità ai cittadini di godere dell'ultima fase di restauro, nella quale l'opera sarà completamente riportata al suo originario splendore. L'operazione è resa possibile grazie al generoso contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, oltre a quanto già sostenuto dalla Parrocchia con il contributo del Comune grazie al progetto "Aspettando il Tiepolo" che, dal 2016 al 2018, ha permesso di raccogliere le donazioni dei cittadini e delle imprese del territorio. «L'impegno di tutti è stato indirizzato a far sì che l'opera tornasse a Este e che, entro l'anno, sia ricollocata all'interno del Duomo, nella sua ritrovata bellezza – esordiscono don Franco Rimano, arciprete del Duomo, don Bruno Cogo e Claudio Seno, direttore e vice-direttore dell’Ufficio Diocesano Beni Culturali. Si tratta di un capolavoro per la storia dell'arte, ma soprattutto di un simbolo identitario per la Comunità cristiana e civile/sociale di Este. La soddisfazione è tanta e non vediamo l'ora di vedere l'opera nella sua collocazione. Ci preme ringraziare tutti gli attori coinvolti a diverso titolo in questa fase determinante e conclusiva del restauro e che hanno contribuito in maniera determinante a questo risultato: Comune e Museo di Este, la Soprintendenza, la Fondazione CaRiPaRo, i restauratori. Il Comune di Este che ci ha sempre sostenuto fin dall'inizio di questo importante iniziativa e il Museo Atestino che ha aperto le porte per accogliere il cantiere del restauro. La Soprintendenza per la competente e costante presenza in tutte le fasi. La Fondazione Cariparo per la grande attenzione e l’enorme sostegno economico dapprima per il restauro del Duomo ed ora per le fasi conclusive di restauro della pala. In modo speciale va ringraziato il Comune di Sarmede, nella persona del Sindaco Larry Pizzol, che con unica munificenza e generosità ha ospitato la pala dal 2015 fino ad oggi per la delicata fase della pulitura curata dal restauratore Franco Del Zotto». «Riportare a Este il Tiepolo è come il ritorno in famiglia di un figlio rimasto lontano da casa molto tempo – esordisce il sindaco Roberta Gallana -. Hanno lavorato congiuntamente la Parrocchia di Santa Tecla, l’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Padova, la Soprintendenza, la Fondazione Cassa di Risparmio e il Museo Atestino, per il ritorno della tela in città e per dare la possibilità a tutti di vedere da vicino le ultime operazioni di restauro. Tra alcuni giorni – aggiunge soddisfatta -, l'opera sarà collocata nella Sala delle Colonne del Museo dove saranno eseguite le ultime fasi del restauro relative al retro della tela. A breve sarà organizzato un convegno per illustrare i lavori svolti e le operazioni che saranno eseguite nei prossimi mesi». La Direttrice del Museo, Federica Gonzato: «Siamo orgogliosi di ospitare il capolavoro tiepolesco al Museo. I lavori di restauro, e la possibilità di accedere al cantiere, sono un evento importantissimo che gratificherà i visitatori. La collaborazione tra i vari Enti e Istituzioni ha consentito non solo il ritorno dell'opera ma, attraverso la mostra di incisioni del '700, anche un’operazione di valorizzazione del patrimonio artistico della città».


 

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