Uscita del libro "Gli strani casi del Dr. Darwin e di Mr. Marx" di Gabriele Zuppa

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Gabriele Zuppa andando oltre le semplificazioni strumentali, mostra la problematicità della teoria dell'evoluzione: l'essere uomo è da ripensare.

La parte del testo dedicata al darwinismo mette in luce come l'impianto concettuale che costituisce l'intelaiatura della teoria (e l'orgoglio di Darwin secondo le sue stesse parole) sia contraddittorio. 
Si spiega, tra l'altro: 

• come gli esseri viventi non lottino mai per la nuda esistenza, ma sempre per un valore (la prole, un'idea, ecc. a costo di sacrificare la mera esistenza); 

• come lo stesso Darwin dica in opere successive all'“Origine delle specie” (a ragione) che non sempre la selezione naturale intervenga e che quindi la selezione naturale non sia la legge dell'evoluzione; 

• l'ambiguità del termine “evoluzionismo” e come l'espressione “sopravvivenza del più adatto” (o del più forte, o del superiore: termini che Darwin stesso impiega) risulti niente più che una tautologia, che quindi non sa spiegare nulla;

• come altrimenti, per uscire dalla tautologia, Darwin debba confrontarsi con una visione del mondo che non sa gestire concettualmente;

• in che modo dietro alla presunta scientificità della teoria lavori incontrollata la concettualità positivistica propria della seconda metà dell'Ottocento.

In estrema sintesi, i concetti esplicativi della trasmutazione delle specie solo apparentemente spiegano: l'abitudine ce li ha resi familiari, ma se analizzati conducono a un vicolo cieco. 
Una grande sfida ci attende: ripensare la visione del mondo finora invalsa.

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