«Su le mani», i Subsonica sono tornati

Tutta la storia della band in “8 Tour” dei Subsonica che hanno fatto tappa alla Kioene Arena. «Vi siamo mancati? Non c’è in Italia una band che fa ballare quanto noi»

C’è davvero tutta la storia della band in questo “8 Tour” che i Subsonica hanno appena cominciato, con le prime date nei palazzetti. Dopo Ancona e Bologna, Padova. «Vi siamo mancati? Non c’è in Italia una band che fa ballare quanto noi». Con questo parole la voce del gruppo Samuel, da il benvenuto ai tanti che riempiono la Kioene Arene e che non smetteranno di ballare per più di due ore.

"8Tour"

Dopo quattro anni di silenzio i Subsonica sono tornati sul palco a presentare i brani di “8”, che è poi il numero di album prodotti dalla band torinese. Dal 1996 a oggi il percorso è stato lungo e il live è da sempre il punto di forza del gruppo. A questo punto poi, oltre alla formula super consolidata che è una certezza per chi li va a sentire, c’è tutto quel portato di esperienza che è data anche dai percorsi alternativi alla band che tutti i componenti del gruppo hanno sperimentato.

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On stage

Si parte con un brano dell’ultimo lavoro, “Bottiglie rotte” che sono le 21 e 30 da poco passate. Un pezzo che ha una forte componente strumentale che contribuisce a creare l’atmosfera giusta. Il palco è formato da quattro moduli che si muovono in avanti o indietro a seconda del brano che sarà eseguito. Alle spalle gli schermi mostrano ciò che accade sul palco anche se non con uno schema classicamente inteso. Ci sono anche momenti in cui a essere proiettate sono immagini che danno un contributo a creare un immaginario rispetto a un brano, ma non è la regola. Non solo concettualmente, l'idea di stage ricorda molto quella del tour del 2012 dei Radiohead, il "The King of Limbs tour", soprattutto per come viene usata la parte visiva e per come gli schermi e le parti modulari del palco si compongono e si scompongono a seconda dell'effetto voluto.

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Disco labirinto

Già al secondo brano si capisce che serata sarà. Con “Disco Labirinto” non c’è una persona del pubblico che non stia ballando. L’invito di Samuel al pubblico è sempre lo stesso: «Su le mani!», la gente come è sempre stato lo segue. Splendida la cover di “Up Patriots to Arms” di Franco Battiato, dove Boosta ci mette davvero del suo. Poi una serie di brani dall’ultimo brano interrotta da “Liberi tutti”. Il pubblico apprezza allo stesso modo ciò che è stato e ciò che è. Dimostra di conoscere anche le canzoni dell’ultimo disco e non solo le hit, quelli che sono i classici di questa band.

Willie Peyote

Dopo una breve pausa tornano sul palco eseguendo il singolo che si sta sentendo molto nelle radio in questo periodo, “Respirare”. Subito dopo sale sul palco il rapper torinese Wille Peyote che canta “L’incubo” con i Sub i quali restituiscono la cortesia accompagnandolo nella sua “I cani”, cantata a squarciagola come se fosse una canzone del gruppo.

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Un brano dopo l’altro non scema la tensione e la voglia di ballare. Con “Tutti i miei sbagli” sembra che stia per venire giù il palazzetto: «Dopo due ore non siete ancora sazi?», chiede Samuel al pubblico che li acclama. I Subsonica hanno ancora una volta fatto centro, non tradendo l’affezionato pubblico al quale è chiaro, sanno cosa devono dare. E questi cosa aspettarsi. Un rapporto solido, destinato a continuare.

La scaletta

La scaletta: Bottiglie rotte, Disco labirinto,Up Patriots to Arms, Nuova Ossession, Jolly Roger, Fenice, Punto Critico, Liberi tutti, Diluvio, Perfezione,L’incredibile performance di un uomo morto, Respirare,Cieli in fiamme, L’incubo (feat. Willie Peyote), I cani (feat. Willie Peyote), Radio estensioni (feat. Willie Peyote), Glaciazione, Nuvole rapide, Veleno, Aurora sogna, Depre, Le onde, Il cielo su Torino, L’odore, Abitudine, Benzina Ogoshi, Tutti i miei sbagli, Strade, Preso blu.

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