Padova, buon compleanno Museo del Precinema: tagliato il traguardo dei primi vent’anni di vita

Anche Francis Ford Coppola ha voluto omaggiare la "soffitta delle meraviglie": la festa si è tenuta sabato 7 aprile alla presenza della fondatrice Laura Minici Zotti

I suoi primi vent’anni. Compleanno speciale per il Museo del Precinema di Padova, sito all’ultimo piano di Palazzo Angeli in Prato della Valle.

Gli auguri di Francis Ford Coppola

Un’importante ricorrenza che val bene una festa, come quella organizzata sabato 7 aprile con l’intento di riunire le persone che durante gli anni hanno sostenuto l’attività del museo e ne hanno condiviso la passione per il meraviglioso mondo del precinema. Amici, collaboratori, professori, giornalisti, rappresentanti delle principali istituzioni, collezionisti e appassionati hanno brindato insieme alla fondatrice Laura Minici Zotti per celebrare il passato e augurare il successo delle iniziative future annunciate dal neodirettore Carlo Alberto Zotti Minici. Tra gli invitati, anche il grande regista Francis Ford Coppola, che da lontano ha fatto sentire la sua presenza attraverso gli auguri inviati tramite email e con una bottiglia del vino prodotto dalla sua personale cantina, che sull’etichetta mostra proprio una striscia per zootropio, strumento all’origine dell’animazione, ovviamente esposto nel percorso del museo insieme a fenachistoscopi, praxinoscopi e molti altri.

“Antica soffitta delle meraviglie”

In questi due decenni il museo, pur variando aspetto, non ha mai perso quell’aura di antica soffitta delle meraviglie all’ultimo piano di Palazzo Angeli, sede perfetta per una collezione cresciuta con lo spirito dello studioso ma con un occhio di riguardo anche per l’estetica e con l’emozione dell’appassionato. La collezione si è molto ampliata negli anni, tanto che per mostrare interamente il teatro d’ombre del Cabaret Chat Noir, le silhouette e le stereoscopie è stato necessario organizzare mostre temporanee in altri luoghi. Per l’esposizione completa ci vorrebbe tutto l’antico palazzo, che diventerebbe così un grande e unico museo della storia dell’immagine. Per adesso ci pensano altri musei, quasi sempre all’estero, che attraverso dei prestiti rendono disponibili per la visione pubblica le parti non esposte a Palazzo Angeli. Il teatro d’ombre prima di partire per Madrid e Barcellona sarà fatto rivivere con tanto di musicisti e cantanti lirici e immortalato in video per presentarlo ai festival di cinema, mentre una mostra sulla fotografia stereoscopica sarà allestita in collaborazione con la Brown University di Providence. È in fase di progettazione anche una mostra dedicata alla tridimensionalità e al megaletoscopio di Carlo Ponti, con le vedute fotografiche della Venezia ottocentesca che verranno per la prima volta raccolte in un catalogo.

Ingresso gratuito per gli universitari

Con l’occasione dell’anniversario è stata annunciata la possibilità di iscriversi e sostenere (al costo di 5 euro) l’Associazione Culturale "Compagnia Mondo Nuovo", che gestisce il museo dalla sua apertura, avvenuta nel 1998 grazie alla collaborazione con il Comune di Padova. L’associazione prende il nome dallo spettacolo ottico settecentesco Mondo Nuovo, che in museo si può ammirare in funzione con vedute ottiche originali. L’”industriosa macchinetta” è descritta da Goldoni in un poemetto che per l’occasione è stato recitato con maestria da un attore, sorprendendo gli invitati ma anche la stessa Laura Minici Zotti, che nulla sapeva di questa gradita sorpresa organizzata dal figlio. Vent'anni dopo l’apertura, Carlo Alberto Zotti Minici, docente di storia e tecnica della fotografia all’Università degli Studi di Padova, porterà avanti la gestione del museo. Per festeggiare l’anniversario e questo importante passaggio di testimone, per tutta la durata del 2018 l'associazione offre agli studenti dell’ateneo patavino la possibilità di visitare gratuitamente la collezione. Il museo possiede oggi l’energia di un ventenne con un pubblico che aumenta costantemente negli anni e un particolare incremento degli studenti di ogni grado, che da soli o in scolaresche dimostrano di apprezzare ancora la magia degli spettacoli ottici di un tempo, dei vetri dipinti a mano e della fantasia, unico mezzo per far prendere il volo a un’immaginazione sempre più assoggettata dalle moderne tecnologie.

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