“Ferrante, chi è costei?” risultati della ricerca a Palazzo del Bo

Serena Dandini intervista Arjuna Tuzzi e Michele Cortelazzo

Autori dell’articolo “Cos’è Elena Ferrrante? Un’analisi comparativa di un’autrice di bestseller italiana che si nasconde

In gennaio la rivista “Digital Scholarship in the Humanities”, della Oxford University Press, ha pubblicato nella sua edizione on line un articolo di due professori dell’Università di Padova, Arjuna Tuzzi, statistica (Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia applicata) e Michele Cortelazzo, linguista (Dipartimento di Studi linguistici e letterari) dal titolo “What is Elena Ferrante? A comparative analysis of a secretive bestselling Italian writer” (“Cos’è Elena Ferrante? Un’analisi comparativa di una autrice di bestseller italiana che si nasconde”). È il primo articolo su Elena Ferrante basato su metodi quantitativi ad essere accolto in una autorevole rivista scientifica, che, secondo gli standard internazionali, sottopone gli articoli da pubblicare a una valutazione secondo il sistema della peer review anonima.

Giovedì 15 marzo alle ore 17 nell’Aula Magna di Palazzo del Bo i due autori, incalzati da Serena Dandini, presenteranno al pubblico i risultati della loro ricerca, che già in settembre era stata messa sotto esame da 6 studiosi stranieri che figurano tra i maggiori esperti internazionali nel campo dei metodi quantitativi per l’analisi dei testi, l’attribuzione d’autore e il profiling. I risultati del confronto sono stati discussi durante un workshop pubblico e verranno pubblicati in aprile dalla Padova University Press.

Che cosa hanno cercato i due ricercatori e cosa hanno trovato? Alla base del loro interesse c’è il successo internazionale di Elena Ferrante, l’autrice italiana contemporanea più famosa fuori dai nostri confini. Il suo successo, oltre al fascino che, nel mondo, ha Napoli e il suo tessuto sociale, è legato anche a un peculiare modo di narrare e all’uso di un particolare linguaggio? Per trattare questo aspetto, Tuzzi e Cortelazzo hanno usato la prospettiva del “distant reading”, cioè hanno scelto di analizzare i testi trattandoli come insieme di dati. Grazie ai metodi quantitativi e al supporto di software, hanno potuto comparare Elena Ferrante e i suoi 7 romanzi con altri 39 autori e 143 romanzi pubblicati nell’ultimo trentennio. Dalla comparazione è emerso che la scrittura di Elena Ferrante mostra un profilo originale e si distanzia da quella degli altri autori (così come si caratterizza, per altri versi, la scrittura di altri autori come Giorgio Faletti e Paolo Nori). In particolare, la scrittura di Elena Ferrante si differenzia dallo stile di tutte le autrici prese in esame e anche da quasi tutti gli autori campani presenti nel corpus.

Quasi tutti, però. Non tutti. Tra gli autori di cui sono stati studiati, sempre “da lontano”, i romanzi, ce n’è uno che presenta una vicinanza sorprendentemente stretta con la scrittura di Elena Ferrante: il napoletano Domenico Starnone. La vicinanza ai romanzi di Elena Ferrante di tutte le opere di Starnone scritte dopo il 1992 è molto evidente in tutte le analisi svolte, con una sistematicità che quasi mai si trova nelle indagini sulla similarità dei testi. Da una ricerca tuttora in corso risulta che anche le lettere e le interviste, che Elena Ferrante ha misuratamente concesso negli anni e che sono state pubblicate nel volume La Frantumaglia, mostrano alcune similarità con la scrittura giornalistica di Domenico Starnone, oltre che con quella della traduttrice Anita Raja e con lo stile di uno “scrittore collettivo”, costituito dalla redazione della casa editrice e/o (i risultati di questa ricerca, condotta dai due ricercatori padovani in collaborazione con l’ateniese esperto di profiling Georgios Mikros, saranno presentati in giugno a Roma durante un congresso internazionale sull’analisi dei dati testuali).

Le ricerche di Tuzzi e Cortelazzo portano acqua al mulino di chi (fin dal 2005) ha individuato specifiche similarità tematiche e lessicali tra Elena Ferrante e Domenico Starnone. Le ricerche sui romanzi confermano il risultato univoco delle precedenti ricerche quantitative, che convergono sull’ipotesi di una sorprendente similarità tra la scrittura di Elena Ferrante e quella di Domenico Starnone. Inoltre, gli indizi emersi dalle recenti ricerche su testi diversi dai romanzi offrono qualche argomento testuale per confermare i risultati dell’indagine patrimoniale pubblicata nel 2016 dal giornalista Claudio Gatti nel “Sole 24 ore”, secondo i quali i diritti d’autore di Elena Ferrante sono percepiti da Anita Raja.

L’Incontro fa parte della Rassegna BoCulture dell’Università di Padova.

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