Mostra “L’antico Mondo Novo della nobile famiglia Dolfin” al museo del Precinema

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Il Museo del Precinema ospita l’esposizione del pantoscopio settecentesco, o “Mondo Nuovo” (nome con cui si è diffuso in area veneziana), uno strumento ottico, appartenuto alla nobile famiglia veneziana Dolfin, che è stato l’anticipatore della “realtà aumentata”.
Lo strumento ottico, riportato all’antico splendore grazie a un accurato restauro dopo quasi due secoli di permanenza nella villa Dolfin-Boldù di Rosà, stupisce per il raffinato gusto architettonico, la ricchezza delle decorazioni, le dimensioni e la particolare modalità di funzionamento.

Il pantoscopio era un grande cassone decorato e attrezzato con uno o più oculari, nel quale venivano proposte delle vedute ottiche, stampe vivacemente dipinte e decorate che illustravano grandi piazze e monumenti, eventi straordinari o feste. Tramite un ingegnoso sistema di candele e aperture era possibile variare la direzione della luce che illuminava le vedute da davanti o da retro, simulando così l’alternarsi del giorno e della notte.

Durante il periodo della mostra vengono organizzate visite guidate che approfondiscono la storia e il funzionamento dei pantoscopi.

Iniziativa realizzata in collaborazione con il Comune di Padova, gli eredi dei Dolfin e le famiglie Cantele e Pedrotti.

Quando

Dal 2 dicembre 2018 al 28 febbraio 2019.

Da mercoledì a lunedì, dalle ore 10 alle 16; chiuso martedì, 24, 25, 26, 31 dicembre.

Costi

Ingresso al Museo:

  • intero 5 euro;
  • ridotto 3 euro (per minori di 18 anni, studenti, maggiori di 65 anni, portatori di handicap, possessori di PadovaCard, iscritti TouringClub e Fai);
  • gratuito per minori di 6 anni, iscritti Icom e TouringClub Junior.

Per informazioni

Museo del Precinema
telefono 049 8763838
email info@minicizotti.it
sito www.minicizotti.it
pagina Facebook www.facebook.com/museoprecinema

Dettagli

l Museo del Precinema - Collezione Minici Zotti è lieto di annunciare l’inaugurazione della mostra “L’antico Mondo Novo della nobile famiglia Dolfin”, iniziativa che conclude nel migliore dei modi l’anno 2018, Ventennale della sua fondazione. Dal 2 dicembre al 28 febbraio, all’ultimo piano di Palazzo Angeli in Prato della Valle, sede del museo, verrà esposto lo splendido “mondo novo” settecentesco appartenuto all’illustre famiglia veneziana, riportato all’antico splendore grazie a un accurato restauro dopo quasi due secoli di permanenza nella Villa Dolfin-Boldù di Rosà. Si tratta di un manufatto unico del suo genere, che stupisce per il raffinato gusto architettonico, la ricchezza delle decorazioni, le dimensioni e la particolare modalità di funzionamento. Il Museo, in collaborazione con il Comune di Padova e gli eredi dei Dolfin, le famiglie Cantele e Pedrotti, si è impegnato a ridare vita a questo straordinario “pantoscopio”, dotandolo di lenti perdute negli anni e di una veduta ottica originale da mostrare al suo interno. Nella prima sala del museo ha trovato una collocazione ideale in un percorso di meraviglia e scoperta degli ingegnosi dispositivi ottici che facendo interagire immagine, luce e movimento hanno portato all’invenzione del Cinema.

Il “pantoscopio”, o Mondo Novo, nome con cui si è diffuso in area veneziana, era un grande cassone decorato e attrezzato con uno o più oculari. Era solito sostare in tutte le piazze d’Europa, dove al suono di una ghironda e al richiamo di un imbonitore, venivano commentate con maestria le “vedute ottiche”, stampe vivacemente dipinte e decorate, che illustravano grandi piazze e monumenti, eventi straordinari o feste di cui tanto si sentiva parlare e che tutti volevano vedere. Tramite un ingegnoso sistema di candele e aperture era possibile variare la direzione della luce che illuminava le vedute da davanti o dal retro, simulando così l’alternarsi del giorno e della notte. Prima di diventare strumento per l’intrattenimento popolare, un’alternativa diurna alle proiezioni con la Lanterna Magica, che necessitavano la complicità del buio, i “mondi nuovi” deliziavano con le preziose vedute i fortunati nobili che desideravano per i loro salotti non soltanto degli ottimi strumenti ottici, ma anche degli oggetti preziosi, riccamente decorati, spesso riprendendo l’architettura di una chiesa o di un teatro, da esibire nei salotti, aumentando così il loro prestigio.

Il “pantoscopio” arrivato in museo rappresenta l’esempio più spettacolare di questa tipologia “da interni”: ha le sembianze di un teatrino cinquecentesco, abilmente costruito e decorato sia all’esterno, in perfetto stile neoclassico, sia nella sua parte interna, dove viene riprodotto in miniatura un palcoscenico arricchito di stucchi e decori, e un pavimento finemente cesellato. Costituisce un prodotto di raffinata arte lignea, dalle dimensioni imponenti, voluto dai Dolfin, per portare in campagna, forse, un po’ delle piazze e dei palazzi di Venezia, città nella quale hanno dimorato per secoli, con importanti cariche di potere. L’antica casata è infatti una delle 24 che composero il primo governo della Serenissima. Nel corso dei secoli, ha avuto un ruolo da protagonista nelle vicende della Repubblica, annoverando tra i suoi più illustri esponenti il Doge Giovanni Dolfin, numerosi Procuratori, Cardinali e altri importanti personaggi.

Lo studio approfondito dell’interno del Mondo Novo ci consente di ipotizzare che venisse utilizzato per mostrare un rotolo di alcune decine di vedute ottiche, che scorrevano senza interruzione, simile al rotolo posseduto dalla Biblioteca Casanatense. Questa modalità di esporre le vedute era molto meno diffusa rispetto al sistema a cordicelle, che alzava e abbassava le vedute in sequenza. Il Mondo Novo dei Dolfin costituisce quindi un’opportunità eccezionale per tutti gli studiosi e gli appassionati, che potranno ammirare un raro pantoscopio destinato a questo pionieristica modalità di visione.

Durante il periodo della mostra, verranno organizzate visite guidate che approfondiranno la storia e il funzionamento dei “mondi novi”. La visita sarà un’occasione per conoscere l’affascinante cultura visuale dell’epoca, grazie all’esposizione di “vedute ottiche” e stampe originali, che testimoniano l’eterno desiderio dell’uomo di riprodurre la realtà che lo circonda, per meglio comprenderla e tentare di controllarla, meravigliandosi, usando tecnologie sempre più innovative, come la Camera Ottica del pittore Canaletto, di cui proprio quest’anno ricorre il 250° anniversario dalla morte e che con questa mostra si vuole ricordare.

L’iniziativa rientra nel calendario italiano dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale 2018.

Museo del Precinema – Collezione Minici Zotti
Prato della Valle 1/a
e-mail: info@minicizotti.it
www.minicizotti.it
Facebook
Tel: 049 876 38 38

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